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I’ arr’vet l’amm’la furcj. E’ arrivato l’arrotino. Taglio e cucito…

E’ arrivato l’affila forbici. Taglio e cucito… E’ arrivato l’arrotino.Una figura di artigiano del tempo andato, che girava in bici nei rioni Sassi, nel centro di Matera e nei quartieri con la mola a pedale per far girare la pietra che serviva ad affilare forbici (da qui il termine amm’la furcj), coltelli e altre oggetti con lame per l’economia domestica o artigianale. I contadini facevano da sé per falci, falcetti, serre e serroni ( seghe) e altri attrezzi. Stessa cosa per i barbieri che affilavano i rasoi a una striscia di cuoio, posta al lato delle poltrone della sala da barba. La ricostruzione con l’intelligenza artificiale fatta con la consueta puntualità da Franco Vitulli ci restituisce una idea di chi fossero quella tipologia di arrotini che girava in lungo e in largo, destinata ad avere poi una evoluzione stanziale e con un ritorno ai tempi d’oggi con furgoni attrezzati di tutto punto e preceduti da un annuncio al megafono.

E l’arrivo dell’arrotino era un po’ un evento, che radunava le massaie in primis ed era l’occasione – da quanto appreso da alcune ottuagenarie- per fare pettegolezzi ” taglio e cucito” come si dice un tempo e oggi ”gossip’ se vi piacciono gli anglicismi. Una prassi fatta con mezze frasi buttate lì sui rapporti tra questa o quello, tra scappatelle viste (?) da una stradina all’altra, mani sugli occhi e l’immancabile ”…si tiene, si governa a quella” all’insaputa di moglie o marito chiuso con un ” Mamamaj…chir(car) pert u’ chern” che dal dialetto all’italiano fa ” Mamma…questo(quella) porta le corna”. E giù un altro giro mola con coltelli e forbici belli e affilati, come le lingue delle comari abilitate nell’antica arte manuale e del taglio e cucito.Un mestiere che non conosce crisi in città provinciali, e Matera lo è ancora, e che con i social tocca punte elevate di gossip che finiscono con il mettere nei guai la serenità familiare. E poi non dimentichiamo che l’invito a farsi i fatti propri è fatica vana, proprio come fare la barba all’asino: si sprecano acqua e sapone.

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