Il Pensiero di Papa Francesco e le Messe celebrate da monsignor Giuseppe Antonio Caiazzo, per ricordare nella giornata del malato, chi soffre con dignità o chiede adeguata assistenza in ospedale o casa. Una situazione di difficoltà oggettiva, con le sfide della pandemia da virus a corona che ha fatto mettere da parte bisogni, richieste di cure di quanti sono colpiti da malattie di diversa tipologia e gravità. E l’anno da confinamento domiciliare ha messo a nudo le contraddizioni dei tagli, ormai ventennali, alla spesa sanitaria e, sopratutto, alla medicina del territorio che significa prevenzione e cure domiciliari. Un problema sentito in particolare che ha un a popolazione anziana in aumento. Doppia riflessione nella giornata del malato. Per non dimenticare, oltre che pregare, cosa occorre fare per curare quanti sono colpiti dalla malattia.

Una sintesi dalla riflessione di Papa Francesco

L’esperienza della malattia ci fa sentire la nostra vulnerabilità e, nel contempo, il bisogno innato dell’altro. La condizione di creaturalità diventa ancora più nitida e sperimentiamo in maniera evidente la nostra dipendenza da Dio. Quando siamo malati, infatti, l’incertezza, il timore, a volte lo sgomento pervadono la mente e il cuore; ci troviamo in una situazione di impotenza, perché la nostra salute non dipende dalle nostre capacità o dal nostro “affannarci” (cfr Mt 6,27).La malattia impone una domanda di senso, che nella fede si rivolge a Dio: una domanda che cerca un nuovo significato e una nuova direzione all’esistenza, e che a volte può non trovare subito una risposta. Gli stessi amici e parenti non sempre sono in grado di aiutarci in questa faticosa ricerca. (Dal messaggio di Papa Francesco per la XXIX giornata mondiale del malato)