Nel titolo, negli argomenti e nella voglia di fare del suo direttore, Donato Mazzeo, c’è tutta la forza di dar voce a una città Rionero e al comprensorio del Vulture che ha tante potenzialità per emergere e contribuire a frenare, per quanto possibile, al declino della Basilicata. Se siamo sempre di meno, la popolazione invecchia e i giovani vanno via il dito puntato va a un peccato originale, di impostazione, nella creazione 51 anni fa di una regione accentrata sul capoluogo di regione per drenare risorse e consensi, forte di funzioni e di una dimensione amministrativa che ha finito per creare la graduale desertificazione che sappiamo. Servivano buon senso. Una terza provincia, Melfi, che avrebbe riequilibrato le cose rafforzando i comprensori dal Vulture al Metapontino dal Lagonegrese all’area Bradanica per aggregare comunità e territorio di aree marginali di regioni vicine. E il risultato è quello che vediamo con il futuro che si chiama aree metropolitane di Napoli e Bari, come vuole la logica dei numeri. Ecco perchè la Voce, on line, di Rionero è di stimolo a guardarsi dentro e intorno con segnalazioni e approfondimenti davvero interessanti, che dovrebbero invitare passisti e protagonisti più social che reali della politica a riflettere perchè cresce il distacco tra cittadini e ”scrannisti” ( beccatevi il neologismo da diporto) di questa o quella istituzione locale o nazionale. E così la prima della ” Voce di Rionero” mette in vetrina argomenti e note di stretta attualità o questioni datate, in attesa di soluzioni: Ecomafie e le vicende della multinazionale Stellantis, tra ambiente e rischi disoccupazione, la biblioteca di don Giustino e il grande fratello che dovrebbe controllare la piazza, gli incentivi per l’ecobonus, il nettare oraziano di un aglianico simbolo dell’agroalimentare da esportazione della zona, le presunte mani bucate del Comune, l’offerta culturale che vuole tornare a essere protagonista con il superamento della pandemia ma a patto che la campagna vaccinale macchiata dalle tante zone rosse sia concreta, continua e credibile, e poi sport, storia come quella dei notai e, naturalmente, tanto buon umore con le vignette del bravo M.Bochicchio. E non poteva mancare il compaesano generale degli alpini Francesco Paolo Figliuolo, responsabile nazionale della campagna vaccinale, raffigurato con una siringa sul cappello al posto della piuma. A proposito di piume attendiamo di leggere nel pdf del prossimo numero, o sulla pagina facebook della Voce, un servizio sulla falconeria. Un battito d’ali nella storia, nella terra di un sovrano illuminato come Federico II di Svevia e di tante altre storie da scoprire e da valorizzare. ll direttore, ne siamo certi, è già al lavoro per il prossimo numero. E nello ” Stelloncino” ricorda a tanti citando Socrate, oltre all’invito a collaborare, che ”esiste un solo Bene, la conoscenza, e un solo male l’ignoranza”. Condivido Donato: quanti ciucci e presuntuosi, per dirla con intonazione dialettale, si occupano e male del presente della Basilicata? La parola ai lettori…