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Fiat voluntas…con la vecchia Tipo sulle strade del Professore

A raccontare la strada percorsa i 180.000 chilometri in quasi 35 anni di onorato servizio per il professor Giovanni Caserta, da un capo all’altro dello Stivale, per motivi di lavoro o per andare in vacanza o per eventi culturali, vista la gran mole di libri che il professor Giovanni Caserta continua a produrre periodicamente (da Aosta,dove era componente commissione esami, a Belluno, Bologna, Verona,Ravenna,Morbegno, Belluno e altri centri della Basilicata) E quella Fiat Tipo, prima serie, con motore 1400 a benzina, ma senza aria condizionata…che a essere la compagna ideale, ormai l’unica, di Giovanni e di sua moglie Palma. Per la verità i figli, a cominciare da Brunella e con il marito Pippo, preferirebbero che l’auto restasse in garage vista l’età del Professore, che ha superato le quattro ventine, come si dice a Matera. Ma la tentazione c’è e la Tipo chiede di essere messa in moto. Del resto Fiat voluntas sua..e i cavalli, coperti da un drappo amaranto (lo stesso colore della Topolino di Paolo Conte…) scalpitano. Un motore affidabile come tanti modelli della Fiat e Giovanni è rimasto fedele a quel glorioso marchio di Casa Agnelli. Meriterebbe un riconoscimento che,ne siamo certi, se ci fosse ancora l’Avvocato Gianni gli sarebbe arrivato a stretto giro. Fedeltà al marchio che ha mantenuto acquistando le vetture ”nuove” dalla concessionaria Fiat Maffei. Il professore, in proposito, ingrana la marcia e va sulle strade dei ricordi, da quand’era giovane con le poche lire che aveva in tasca alla necessità di essere autonomo per insegnare, visto l’antico e cronico problema di doversi spostare in Basilicata.” La prima auto che potei permettermi – ricorda Caserta- fu una fiat Belvedere usata, la giardinetta della gamma 500 che aveva portiere e fiancate in legno. Purtroppo finì male,a causa di un incidente procurato dal meccanico che la stava provando dopo averla riparata. Rimase solo il telaio, lo chassis. Non ne valeva la pena ripararla. E così comprai un’altra Belvedere targata MT 2545 se non ricordo male, in società con un amico insegnante, Egidio Tamburrino, che inizialmente non aveva la patente. Guidavo io per raggiungere Grottole per insegnare nella scuola elementare. Che ricordi! E poi sono passato a una Fiat 600, anche questa usata che aveva (lo ricordiamo eccome ( ne ha avuta una anche mio padre Agostino ndr) un problema. Si surriscaldava e occorreva fare una pausa e inserire nel radiatore acqua fresca per ripartire. Era gli anni Sessanta. La tenni per un po’ e mi feci tentare per una Simca 1000, la vettura francese a quattro porte con una cilindrata interessante e costi abbordabili . Era di color verde tenue, comoda. Ma fusi il motore. Una parentesi breve, che mi indusse a tornare sulla affidabilità della Fiat” E così comprai, nuova, una Fiat 128, comoda, scattante che ho utilizzato per 20 anni, poi rottamata. Abbiamo avuto per le esigenze di famiglia, mia moglie ha insegnato, anche una Fiat 500 L, che ci venne rubata qualche giorno dopo essere stata riparata dal meccanico. Peccato.Un ricordo degli anni Settanta”

Finchè Giovanni Caserta, non ha acquistato nel 1991- a rate e dalla concessionaria Maffei- la Fiat Tipo. Ben tenuta e con una carico di ricordi che meriterebbero di essere raccolti in un libro. Il titolo: ”Che Tipo! Il professore al volante” tra citazioni classiche (greco, latino, italiano) e dialettali con quella MT su targa bianca, identitaria, di una città e un comprensorio che restano provinciali. Professore al lavoro: MT…Matera e Tipo sulla stessa strada.

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