Diamo atto alla validità e all’efficacia della politica delle piccole cose, quelle che guardano all’anima e alla memoria della Città dei Sassi che, dopo il silenzio seguito all’anno da capitale europea della cultura 2019 e ai tre mesi da confinamento domiciliare (usiamo l’italiano), procurato dall’epidemia da virus a corona cerca di lavorare sulla memoria e sulla unicità dei segni e degli eventi del passato. La festa del 2 luglio, in onore della Patrona Maria Santissima della Bruna, ha un segno identitario e di valori preciso che va utilizzato per caratterizzare una offerta, quella turistica legata alla cultura dei Padri e delle tecniche di tradizionali del costruito e del vicinato, da valorizzare a piene mani. Ne abbiamo avuto contezza e conferma visitando nell’ex ospedale San Rocco l’allestimento della mostra-giunta alla seconda edizione- sul tema ‘’ La Bruna- Umanità di una festa’’. E ‘umanità’’ è riferita a una comunità protagonista che attende un anno per farne una ancora più bella. Devozione, sacro e profano, cavalieri, carro trionfale e cartapesta, bardature, labari e testimonianze plastiche, video e fotografiche dal secolo scorso agli anni Duemila sono la forza di una proposta che – in modi e tempi da definire – puo’ portare a uno spazio permanente della memoria della festa, per ricordare, far conoscere, rivivere, divulgare e creare le condizioni per farne un laboratorio da filiera produttive. Idee che portano,inevitabilmente, al laboratorio o fabbrica del carro nell’omonima piazzetta del rione Piccianello. Un fabbricato da completare ma dalle notevoli potenzialità che spaziano dalla scuola dell’artigianato all’archivio audiovisivo della festa. Percorso non facile, visto che gran parte di quel patrimonio appartiene a privati e quindi a una comunità. Lo diciamo, apprezzando il lavoro di allestimento, laborioso e umile, portato avanti dall’architetto Biagio Lafratta e da altre anime di quel sito plurispaziale che è l’ex ospedale san Rocco. E, a proposito di luoghi, le immagini su pannelli dei carri trionfali di varie epoche alternati agli scatti di fotografi locali, merita una maxi rappresentazione d’epoca (laboratorio, chiesa di Piccianello abbattuta alla fine degli anni Cinquanta, nell’attuale piazza del carro trionfale. Una suggestione provocazione, a costi contenuti, a cui è possibile lavorare , fuori dall’ambiente melmoso e stereotipato di slogan degli anglicismi fuori luogo. Basta ascoltare le note della festa, in sottofondo, guardando foto, statue, video o ricordare i protagonisti scomparsi o che resistono affinchè la festa del 2 luglio non venga ridimensionata o stravolta. E il rischio che possa accadere, per un motivo o per un altro, c’è sempre. Ne siamo stati testimoni. Per questo e altri motivi vi invitiamo a visitare la mostra. Ne vale la pena. I materani veraci l’apprezzeranno. Per altri sarà una piacevole scoperta o riscoperta, se preferite.

IL COMUNICATO DELLA MOSTRA

La II edizione della Mostra “La Bruna – Umanità di una festa” nasce con l’intento di affidare ai suoni, ai cimeli dei vari carri, alle immagini del passato, le emozioni del “giorno più lungo” della comunità materana, in un momento in cui l’emergenza sanitaria ha impedito la realizzazione delle tradizionali celebrazioni.
La mostra è stata allestita grazie alla collaborazione del Comune di Matera, dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina, dell’Associazione Maria SS. Della Bruna, della Confraternita “I Pastori della Bruna”, di Collezionisti e privati cittadini.

Il corpo principale dell’esposizione è costituito dalle numerose statue in cartapesta provenienti dai vari ‘strazzi’ dei carri, gentilmente concessi da un privato collezionista, Marco Rubino, che da anni partecipa al momento saliente della festa, la distruzione del carro. Non meno importante, anzi di notevole importanza storica, è il cospicuo e prezioso archivio di Nino Vinciguerra, autentica “memoria storica” della città di Matera grazie alle sue straordinarie collezioni. Di interesse storico anche la documentazione fotografica dell’Associazione Maria SS. Della Bruna con le immagini dei vari Generali e Cavalieri che hanno accompagnato negli anni il Carro in cartapesta i cui costumi sarà possibile ammirare compreso le bardature dei cavalli. In esposizione anche i Carri che si sono susseguiti nel tempo che potranno essere ammirati nelle gigantografie messe a disposizione dai fratelli Angelo ed Eustachio Plasmati. La sensibilità e disponibilità dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina permetterà di ammirare alcuni bozzetti dei carri presentati per i concorsi predisposti per l’affidamento della realizzazione dell’opera. La gentile concessione della Confraternita “I Pastori della Bruna” permetterà di ammirare il gonfalone con l’icona della Madonna che apre le celebrazioni mattutine con la processione dei pastori. Conclude la mostra, o meglio apre l’esposizione, una serie di scatti fotografici che professionisti del settore hanno gentilmente messo a disposizione.

A latere della mostra, una serie di proiezioni serali consentirà di rivivere i momenti salienti del 2 luglio con l’apporto di Nino Vinciguerra con il video “La Bruna, antropologia di una festa” e di TRM Network con “2 luglio-40 anni di storia” e di conoscere la leggenda della Madonna della Bruna con il cortometraggio “la Signora sconosciuta” realizzato da Geo Coretti.
La mostra sarà visitabile dal 29 giugno al 30 luglio con i seguenti orari
10:00-13:00 e 17:00-21:00. Seguiranno alle 21: 00 le proiezioni dei filmati.
L’inaugurazione è fissata per il 29 giugno alle ore 17:00