E’ una mostra dal forte valore storico, divulgativo e informativo quella che Matera ospita e fino al 5 settembre 2021 presso l’ex ospedale San Rocco lungo e con un tema di stretta attualità “Pianeta pandemia. Storie di epidemie e vaccini”, curata dal Museo delle Arti Sanitarie e Medicina , che è ospitato in un altro luogo della sanità del passato come l’Ospedali degli Incurabili di Napoli. Per visitarla ci vogliono tempo, passione, la stessa che con tanta pazienza ci hanno messo il professor Gennaro Rispoli, direttore del Museo delle arti sanitarie di Napoli,da Carmen Caccioppoli responsabile della programmazione culturale della stessa struttura e il ‘’nostro’’ architetto Biagio Lafratta che ha contribuito negli anni a fare dell’ex ospedale un interessante attrattore culturale. E così dal pianterreno al piano superiore c’è di che riflettere su quanto accaduto in passato- come riporta la nota di presentazione dell’evento,che pubblichiamo più avanti- con la diffusione di peste, tifo, colera, tubercolosi, sifilide e via contagiando. Per tanti è l’occasione per riflettere su cause, modalità di diffusione, terapie empiriche, luoghi comuni, speranze, lutti, ripercussioni sociali, luoghi di alienazione come lebbrosari, sanatori, lazzaretti che riportano alle descrizioni letterarie del passato: il romanzo‘’ I Promessi sposi’’ di Alessandro Manzoni’’, la poesia ‘’ A Silvia’’ di Giacomo Leopardi’’, ‘’ La Peste’’ di Camus’’ per finire alla sezione lucana della mostra che ospita le testimonianze di Carlo Levi sugli effetti della malaria curata con il chinino e il lavoro portato avanti dal dottor Rocco Mazzarone sulle varietà di malattie , come la tubercolosi, che colpivano la popolazione del secolo scorso.

Uno spaccato di quello che la mostra riserva al visitatore, auspicando che i giovani, da tutta la Basilicata vengano a vederla. E consigliamo agli organizzatori di apporre locandine anche nei luoghi delle vaccinazioni. Oggetti rari di protezione, impiegati per la terapia e gli interventi chirurgici, stampe, fotografie, editti,”fedi” o patenti di sanità che consentivano nel 700 ai marinai di circolare, a patto che non avessero contratto peste ,documenti sanitari per le navi con a bordo merci di poter viaggiare sono alcuni dei 300 pezzi rari che attirano l’attenzione di studiosi e visitatori nella mostra ” Pianeta pandemia. Storie di epidemie e vaccini”,. L’evento di stretta attualità, per l’interesse e le preoccupazione destate dalla pandemia da coronavirus, è un viaggio interessante tra le tante malattie infettive che hanno contrassegnato la storia dell’umanità e la ricerca di soluzioni per combatterle e debellarle, con la messa a punto dei vaccini.

Oltre cento pannelli didascalici illustrano, dal II millennio a.C. a oggi , l’emergere di malattie infettive che a tratti hanno assunto la dimensione di epidemie: dalla lebbra alla peste, dalla sifilide al vaiolo, fino ad Aids, Sars, Ebola e Covid 19 con le sue varianti .

Tante le curiosità come i testimoni delle vaccinazioni come il cantante rock Elvis Presley e il presidente statunitense Franklin Delano Roosvelt. Alcuni medici, come Moscati, scienziati da Koch, Jenner,Pasteur a Sabin. E poi le immagini del colera che toccò nel 1973 Napoli, Bari e altre città del Sud.

Non mancano le curiosità che faranno sorridere o irritare i bempensanti come i contagi da treponema Pallidum, agente infettante della sifilide e la esposizione dei preservativi dell’epoca. Igiene e prevenzione…La medicina ufficiale lo ripete da sempre, anche oggi. Dal profano al sacro con la devozione diffusa verso San Rocco, al quale ci si rivolgeva per sfuggire dalla peste o per ringraziarlo per grazia ricevuta.

Ancora una volta i pupi della tradizione napoletana, quella dell’arte presepiale, sintetizza i quadri della malattia, del dolore e della morte. E non dimentichiamo che durante il Regno di Napoli, con la dinastia dei Borbone, fu messo in campo un efficace programma di prevenzione e cura da epidemia e malattie. Altri tempi, improntati a lungimiranza. E magari riutilizzare ospedali in abbandono, oggi, avrebbe consentito di curare con efficacia in casi da covid 19. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, con l’apertura di tendoni, riconversione di spazi fieristici e gli ospedali aperti alla cura e ai contagi e con una drastica riduzione dei servizi ai cittadini. Senza dimenticare lo smantellamento della medicina del territorio. La mostra è anche questo: riflessione e confronto a distanza anche nei confronti di quanti la pensano diversamente sull’efficacia dei vaccini. Certo ci vuole più informazione, a vari livelli, e nell’interesse di tutti. La Mostra è l’occasione per approfondire, evitando di girare a vuoto sui media o sul web, tra imbonitori ( i ciarlatani del passato) e luoghi comuni da ‘’copia e incolla’’

IL COMUNICATO DELLA MOSTRA
La storia dell’umanità e del suo costante, duro confronto con l’emergenza delle malattie infettive dal quale però, sia pure con fatica e dolore, è sempre uscita vincente. È questo il percorso, attualissimo e affascinante, della mostra ‘Pianeta Pandemia. Storie di epidemie e vaccini’, che apre l’8 giugno 2021 nei locali del polo espositivo ‘Ex Ospedale San Rocco’, in Piazza San Giovanni Battista a Matera, che riapre lo storico portone dopo un lungo periodo di sospensione imposto dall’emergenza COVID, grazie alla disponibilità della Direzione Regionale Musei Basilicata. La mostra è a cura del Museo delle Arti Sanitarie e Storia della Medicina di Napoli, sito nel Complesso dell’Ospedale degli Incurabili dell’ASL Napoli1 Centro e facente parte dei musei riconosciuti della Regione Campania. È stata realizzata grazie al contributo della Regione Basilicata e di Novartis, principale sponsor nell’ambito del suo programma ‘Scienza da vivere’, frutto della collaborazione con il Ministero della Cultura e il Ministero dell’Università e Ricerca, e al supporto di Nabacom, SvasBiosana, Ambimed, Maya Pharma, e dell’Azienda Matera 90 S.r.l.

‘Pianeta Pandemia’, iniziativa che si pone idealmente in continuità progettuale con la mostra ‘Scienza Carità Arte negli antichi Ospedali d’Italia’, realizzata nel 2019 nei medesimi spazi espositivi, è un viaggio tra oltre 300 oggetti rari e curiosi che immergono il visitatore nell’atmosfera delle più terribili epidemie del passato. Oltre cento pannelli didascalici illustrano, dal II millennio a.C. ai nostri giorni, l’emergere di malattie infettive che a tratti hanno assunto la dimensione di epidemie: dalla lebbra alla peste, dalla sifilide al vaiolo, fino ad AIDS, Sars, Ebola, COVID.
Pianeta Pandemia espone anche fedi, ovvero patenti di sanità, che consentivano ai marinai di viaggiare a condizione che non avessero contratto peste o colera. Dalla metà del ‘700, le fedi divennero una prassi costante di controllo sanitario. E poi, documenti di sanità che consentivano alle navi con a bordo merci di poter viaggiare e attraccare di porto in porto.

“A Matera il disagio sociale e i Sassi sono diventati la storia di una comunità che ha sofferto le pene della fame e della malattia: malaria, tubercolosi, spagnola non hanno risparmiato questa terra” dice il direttore del Museo delle Arti Sanitarie di Napoli, prof. Gennaro Rispoli ‘’Si ricorderanno il medico Rocco Mazzarone che ha scritto pagine memorabili su malattie e società civile, e Carlo Levi che nel ‘Cristo si è fermato ad Eboli’ ci ha fatto conoscere uno spaccato importante di questa realtà. In mostra vi sarà anche un pannello espositivo raffigurante bambini che negli anni ’40 del Novecento chiedevano ai forestieri chinino come rimedio alla malaria invece di caramelle’’.

Il progetto espositivo nasce dalla profonda convinzione che la conoscenza e divulgazione della storia medico-sanitaria possa contribuire a creare nel pubblico maggiore consapevolezza e una diffusa e accresciuta fiducia nell’opportunità della pratica vaccinale e delle misure di prevenzione. Faticosamente, ma sicuramente, anche l’attuale emergenza sanitaria diventerà storia passata.
La maggiore diffusione presso l’opinione pubblica della cultura medico-scientifica unitamente all’importanza della ricerca farmaceutica sono la motivazione con la quale Novartis, una delle più importanti realtà farmaceutiche mondiali, ha scelto di assicurare il suo sostegno a ‘Pianeta Pandemia’, un’iniziativa che, per finalità e contenuti, è coerente con l’impegno che l’azienda dedica alla promozione, in particolare presso i giovani, di una ‘alfabetizzazione scientifica’, obiettivo che si sta concretizzando in un programma più ampio, realizzato in collaborazione con istituzioni nazionali e locali e articolato in diverse iniziative.

Il racconto storico-scientifico sarà veicolato da immagini suggestive, documenti, libri, oggetti scientifici, filmati. Inoltre, una ricca collezione di ‘Pastori’ portatori di malattie epidemiche e dei “guaritori” del passato stimolerà la curiosità del visitatore alla scoperta della storia della lotta contro le infezioni.
Infine, i pannelli che raccontano la storia della vaccinazione costituiscono ‘una mostra nella mostra’.
Questa sezione riporta l’originale esperienza che il Museo delle Arti Sanitarie ha realizzato insieme con l’ASL Napoli1 Centro nei centri vaccinali napoletani, con l’intento di correlare la riflessione storico-scientifica al gesto di prevenzione medica. Il progetto è poi stato accolto da altre Aziende Sanitarie in altre regioni, arricchendo così il percorso sulla storia italiana dei vaccini: dal XVIII secolo la storia epidemica ha subito un sostanziale mutamento grazie alla scoperta ed applicazione della pratica vaccinale. Nell’arco di due secoli di storia, tra salti in avanti e battute d’arresto, tra voci favorevoli e contrari all’uso del vaccino, il cammino della medicina ha conquistato importanti risultati: l’eradicazione del vaiolo, la quasi totale scomparsa della poliomielite, l’argine posto a malattie terribili come l’ebola.
A ‘Pianeta Pandemia’ anche documenti sui primi inoculatori del vaccino antivaiolo. La città di Napoli fu tra le prime in Italia, all’inizio dell’800, insieme a Piombino e a Firenze a istituire la pratica della vaccinazione antivaiolo che fu portata avanti da Troia e Galbiati, uno dei quali chirurgo all’Ospedale degli Incurabili. L’inoculazione del vaccino fu praticata a Firenze sugli esposti ricoverati all’Ospedale degli Innocenti e a Napoli sui bambini che erano accolti nel Reale Albergo dei Poveri. Quest’opera della diffusione capillare interessò non solo Napoli ma anche Puglia e Lucania che erano parte del Regno.
Un ruolo importante di collaborazione sarà svolto dal Corpo Volontario della Croce Rossa Militare Italiana, che supporta la sezione di sanità militare dedicata a Ferdinando Palasciano nel Museo delle Arti Sanitarie. Alla Croce Rossa è affidato l’allestimento della sezione della mostra dedicata alla storia dell’assistenza delle malattie sociali del secolo scorso: malaria, tubercolosi e “spagnola”.
Un ulteriore strumento divulgativo è costituito da un volume che raccoglie i percorsi sulla storia delle epidemie e delle vaccinazioni, corredato dalle immagini della mostra.
Il 27 giugno ci sarà un evento di inaugurazione con i rappresentanti delle istituzioni, al quale seguirà il concerto dei sessanta orchestrali della Banda del Corpo Volontario Militare della Croce Rossa Italiana, che eseguirà un repertorio classico.

Interverranno diversi esperti che nelle loro relazioni comunicheranno consapevolezza e cultura scientifica.
Sono previsti, infine, eventi collaterali all’esposizione in presenza e webinar: presentazioni di libri, conferenze sul tema delle malattie infettive, sull’etica, diritto e obbligo vaccinale, sulle nuove proposte architettoniche dettate dalla recente pandemia, sugli effetti psicologici della quarantena, del distanziamento sociale e sulla comunicazione delle epidemie, dai cronisti del passato ai media attuali.
L’evento è patrocinato da: Regione Campania, ASL Napoli 1 Centro, Provincia di Matera, Comune di Matera, Ordine Dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Napoli, FNOMCeO, Ordine dei Medici di Matera e Ordine dei Farmacisti della Provincia di Matera, ASM(Azienda Sanitaria Matera) e PAM (Parliamentary Assembly of the Mediterranean) e coinvolge il Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, l’ACOI (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani), l’ACOSI (Associazione Culturale Ospedali Storici Italiani), l’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria di Roma eAccademia Italiana di Storia della Farmacia.
La mostra sarà visitabile dall’8 giugno al 5 settembre 2021 ad ingresso libero e gratuito, contingentato secondo le norme vigenti.

Orari di apertura: da lunedì a domenica: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 20:30
PER INFO: Museo Arti Sanitarie tel. 081 440647
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