HomeCulturaE SE LE CENERI DI BOWIE SCENDESSERO SUI SASSI ?

E SE LE CENERI DI BOWIE SCENDESSERO SUI SASSI ?

David Bowie (da pronunciare con la O) nel Purgatorio dei cantanti esistenzialisti, sempre al limite del baratro, in equilibrio fra vita e morte, tra il volare alto e il ripiegarsi nei meandri delle tenebre rischiarate da una luce all’infrarosso. Pochi sorrisi ( ci mancherebbe altro) ma tante riflessioni su un personaggio difficile, forse poco compreso, che ha pervaso l’atmosfera commemorativa che fans, curiosi ed esperti dell’opera ”bowiana” hanno alimentato con religioso silenzio in Casa Cava, a un mese dalla scomparsa del ‘duca bianco”che ha coinciso con l’uscita di “Fantastic voyage”, il corposo libro aggiornato sull’opera di Bowie scritto da Francesco Donadio.

Traduzioni, commenti, aneddoti, osservazioni e citazioni proprio come le pagine e i versetti della ”Bibbia ” che hanno stimolato la platea e i contributi di Antonio Andrisani, attore e regista e critico musicale, e del giornalista Francesco ”Frank” Giusto, pronti a sfrugugliare la ‘’summa’’dell’esperto scrittore. Tutto è ruotato intorno alla figura di un personaggio difficile, che ha inciso Lp e poi cd di genere diverso ma con una stessa matrice e con gli stessi interrogativi sulla linea dei proverbiali interrogativi del professor Riccardo Pazzaglia : ‘’ Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo, che campiamo a fare?…’’ per farli emergere o affogare nel ‘’ Brodo Primordiale’’, servito ai commensali della trasmissione ‘’ Quelli della notte’ di di Renzo Arbore . Altra stagione ma stessi interrogativi, con la differenza che David Bowie, poco rispettato da una parte della critica del Bel Paese, un po’ per prevenzione un po’ per superficialità e un po’ per la difficoltà di inquadratura di un personaggio spesso sfuggente e introverso.

In Casa Cava, comunque, c’erano tutti o quasi insieme all’opera e all’immagine di una icona musicale, che ha segnato per gran parte degli anni Settanta e in parte degli anni Ottanta il firmamento musicale internazionale. Dischi in vinile, cd ordinati sulla rastrelliera, pubblicazioni, immagini policrome, una stella nera, le sue canzoni e i suoi versi eseguiti da appassionati locali. Segnaliamo in proposito la partecipazione del duo composto dalla cantante Damiana Lapacciana e dal chitarrista Enzo Matera, Luigi Scarangella accompagnato da Marco Di Lecce alla chitarra, Giuliana De Donno all’arpa,il cantautore Francesco ”da Matera” Lomonaco, e l’attrice Nadia Kibout che ha declamato alcuni versi da testi scritti da Bowie. Suoni, versi ma anche immagini realizzate tra il pubblico e con i fans da Antonio Sansone, che ha contribuito a organizzare la serata.

E c’è stato spazio anche per alcune sorprese come la testimonianza dell’allenatore della Bawer, Francesco Ponticiello, alle prese con una missione difficile ma non impossibile per tirare fuori una squadra di basket saldamente ancorata al fondo classifica e che spera di raggiungere i paly out. L’anima (dannata?) di Bowie dovrebbe dare una mano…ma dipende dagli influssi astrali e dalle ceneri del cantante disperse, per sua volontà, in altre latitudini ma che potrebbero essere giunte anche sul Palasport di via delle Nazioni Unite. Antonio Andrisani non esclude che in qualche modo la cosa possa essere avvenuta, in modo che l’invito a venire a morire e a farsi seppellire a Matera lanciato nel film ” Stand by me”, in qualche modo giunga nella capitale europea delal cultura 2019.

Pronto a quanto pare anche il corto –epitaffio: ” A David, senza rancore…Cenere eri e cenere sei tornato nell’anno giubilare della Misericordia”. La cosa aprirebbe al turismo del filone religioso iconografico, alla declamazione di versi del tipo ” MateraincantaBowie” e a un concorso sponsorizzato dal social di condivisione di immagini ”Flickr”, che vedrebbe tra i protagonisti senz’altro Michele Capolupo, anima spensierata di Sassilive, per una Fotogallery tematica cominciata in Casa Cava, nonostante la cazziata iniziale di Antonio Andrisani rivolta al reporter editor per una intervista a Donadio che avrebbe ritardato l’avvio della serata memorial.

Quel ‘’ Attenti a Capolupo…è pericoloso’’ è risuonato (nel senso buono) come un monito e ha evitato le folgorazioni di Bowie dall’aldilà, che invece ha chiuso un occhio alla incursione sul palco del deejay Michelino ( un sogno e un progetto nel cassetto) quando sulla poltrona si è seduto il coach Ponticiello. E’ sempre così quando di mezzo ci sono sport e pallone (sia pure da basket) mano,mente e macchinetta digitale partono all’unisono con una raffica di flash, da riportare a corredo del servizio sul web. Se Bowie ha catturato anima e attenzione dei più e indotto a comprare il corposo lavoro sul ‘’Fantastico viaggio’’ del duca inglese merito è stato di una serata coinvolgente, fuori dai canoni del ‘’trigesimo. E chissà che la cosa non diventi un format, in città gira Endemol per la fiction Rai ‘’ Chiara’’, per un live ‘’the Duk blackstar’’ (il duca stella nera’’) che aggiungerebbe un ulteriore capitolo al lavoro in progress di Francesco Donadio.

Vai Antonio, ciak, si gira!

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