È morto oggi a Torino, Giorgio Faletti, all’età di 63 anni. Ha combattuto la sua battaglia contro il tumore con coraggio e dignità, finché il suo grande cuore di uomo, di artista eccentrico e scrittore prolifico ha ceduto. Da pochi mesi  aveva scoperto di essere malato, e da qualche settimana era rientrato da Los Angeles, dove aveva trascorso un periodo di cure in un centro specializzato contro i tumori. Poi il nuovo ricovero a Torino, all’ospedale Molinette. Faletti era nato ad Asti il 25 novembre del 1950. Una grossa perdita nel panorama artistico nazionale. Figura poliedrica con un percorso artistico unico e versatile. Perché Faletti è stato cabarettista, attore, cantante, scrittore, compositore di musiche, paroliere, sceneggiatore, persino pittore.

Dall’ironia grottesca di Vito Catozzo scolpita nelle pagine televisive del Drive In nel bel mezzo degli anni Ottanta, ai suoi fantasiosi romanzi gialli, (il suo primo romanzo, Io uccido», uscito nel 2002, è tra i best seller italiani più venduti di sempre, con oltre 4 milioni di copie)  in cui tesseva con la magia delle parole, grandi storie. Dal cabaret al palco di Sanremo, dal cinema a pittore. Segno di un artista completo e sempre in crescita. Arrivato al successo e sempre con la voglia di ripartire. “ Ma il coraggio è anche questo. La consapevolezza che l’insuccesso fosse comunque il frutto di un tentativo. Che talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partite mai” Tratto dal  suo libro “Fuori da un evidente destino” .