Con la Voce dei Calanchi, il trimestrale diretto dal collega Emilio Salierno, dalla quale periodicamente riceviamo una sintesi on line da don Pierino Di Lenge, parroco di Aliano ( Matera), ci giunge un invito semplice ma efficace, a riscoprire, i piccoli centri della Basilicata, penalizzata dal ”contingentamento” domiciliare (usiamo l’italiano) da virus a corona in aggiunta alla crisi da spopolamento alimentata dal taglio dei servizi e dall’assenza di programmi efficaci di rilancio socio economico. E in questa fase dove si parla a vuoto, e senza contenuti, di turismo di prossimità (tranne per il business delle offerte digitalizzate dove arriveranno quattrini) le piccole cose offerte dalla rivista sono un invito a riscoprire i piccoli centri.

E così citiamo l’ultima visita di Carlo Levi ad Aliano il 10 dicembre 1974 prima di morire ( e Aliano con la rete museale e ricettiva ha una offerta di prim’ordine) , l’ultima tranche dai fondi sul petrolio per opere pubbliche in paese, un appello urgente per riaprire al culto la Chiesa Madre chiusa da 30 anni e abbisognevole di interventi di recupero , piccole notizie solidali con l’invito a curare una edicola votiva o ad apprezzare l’operato di concittadini che hanno adottato un’aiuola, la ricorrenza della festa dell’Ascensione e i ”consigli” del comportarsi in chiesa nella fase 2 da covid 19. Ma non dimentichiamo un servizio sulle maschere cornute, riportato nella rivista delle Pro Loco, che si innesta concretamente con la rete culturale dell’Acamm attivato con Peppino Appella fondatore del museo della grafica di Castronuovo sant’Andrea https://giornalemio.it/cultura/a-come-arte-appella-e-la-cultura-si-tramanda-e-non-si-cancella/ e gli spunti, l’ultimo su La Repubblica , del paesologo Franco Arminio sul turismo di prossimità. Spunti domenicali perchè i nostri piccoli centri non vengano ulteriormente dimenticati o penalizzati. Servono contatti reali: piccole cose, tour, animazione in totale sicurezza ( ci mancherebbe) ma puntando sulle risorse del territorio, che sono tante. E del resto i modelli urbani di insostenibilità, chiedono alternative. I nostri centri sotto questo aspetto hanno tanto da offrire. La regione Umbria si è già mossa con lo slogan ” Bella e Sicura” . E da noi?Qualche focus on line e un inconcludente e inoperoso silenzio…nonostante il grido di dolore di operatori economici, culturali e sindaci. Dopo il 3 giugno si muoverà qualcosa,? Forse, chissà. Del resto il 2021 si programma ora, ma qualcosa per l’estate all’aperto fa fatta. Troppo ”Luigini” di memoria leviana in giro? A voi l’acuta analisi.