L’unione fa la forza e consente in concreto, con passione e buona volontà, di credere in un progetto da trasferire alle giovani generazioni spesso distratte dalla comunicazione virtuale, superficiale , spesso sgrammaticata e infarcita di anglicismi e icone che poco, anzi, nulla hanno a che fare la cultura del territorio in cui sono nati e vivono. E il dialetto può essere il punto di contatto per riannodare i fili di una storia comune, pur tra tante diversità, narrata dal dialetto. E così sei poeti della provincia di Matera si sono messi insieme per una pubblicazione a tema, una raccolta di poesie intitolata ”Dal Sinni all’Agri verso lo Jonio” edita a Policoro da Francesco Fittipaldi, con un sottotitolo davvero interessante ” Poesie nei nostri dialetti da leggere e ascoltare” . E questo grazie a un ” QR code” che consente di ascoltare -attraverso la scansione di un telefonino- la recitazione delle poesie dialettali , dalla viva voce degli autori. Si tratta di Rocco Campese da Tursi, Maurizio Cordasco da Montalbano jonico, Antonio De Pizzo da Colobraro, Francesco Fittipaldi da Rotondella, Rosa Gialdino da Tursi e Giulia Guida da Nova Visi, di età, sensibilità ed esperienze diverse, ma con una comune passione per la poesia e per il dialetto. E lo hanno dimostrato a Matera, nel corso di una serata organizzato con il Circolo La Scaletta e l’Amministrazione provinciale, presso la sala Laura Battista della Biblioteca ” Tommaso Stigliani”, leggendo le poesie della pubblicazione. E’ toccato a Francesco Fittipaldi illustrare gli obiettivi del ”sestetto” della Siritide, tra identità territoriale e volontà di coinvolgere comunità, scuole e istituzioni affinchè cultura e dialetto abbiano dignità e divulgazione. Obiettivi che hanno trovato sponda naturale nell’azione portata avanti dal Circolo ” La Scaletta” nel coinvolgere i Centri della provincia, come ha ricordato il vicepresidente Francesco Vizziello, che ha avuto – come ha ricordato- il dialetto come prima lingua e poi alle elementari l’italiano. Da cosa e nasce cosa e il presidente dell’Amministrazione provinciale, Pietro Marrese, nonchè sindaco di Montalbano Jonico ha parlato di azione meritoria dei sei poeti della Siritide e di un proficuo rapporto con l’Università di Basilicata che annovera un corso di dialettologia. Ma ha parlato anche di ‘ricchezza’ culturale e di specificità dei singoli dialetti, con matrici e storie diverse da Comune a Comune. E allora, Presidente, nella futura cartellonistica provinciale un bilinguismo per indicare anche in dialetto quei centri ci sta tutto… La neoconsigliera Maria Anglona Adduci , ha auspicato che la raccolta ” Dal Sinni all’Agri verso lo Jonio” arrivi nelle biblioteche scolastiche perchè i giovani, accanto all’italiano e ad altre materie possano imparare e conoscere la ricchezza del dialetto.

Tocca ai poeti, al sestetto della Siritide, divulgarlo con l’auspicio che altri colleghi negli altri 25 Comuni del Materano seguano il loro esempio. Ce ne sono, ce ne sono. A Matera Angelo Sarra e Antonio D’Ercole, autori di varie pubblicazioni sul dialetto, incontrano spesso i ragazzi o ne parlano nel corso di altri eventi culturali. Ma ricordiamo anche il poliennale impegno del compianto ” maestro” Emanuele Ricciardi, che insegnò ai ragazzi delle elementari anche i canti della tradizione locale. E poi l’azione in altro contesto espressivo portato avanti da associazioni teatrali, con la riscoperta di episodi e personaggi e di ”pillole di saggezza ” popolare che fanno parte dell’archivio della memoria, come più volte ha ricordato Antonio Montemurro animatore di Talia Teatro che ha attivato il suo Teatro nel Sasso proprio negli antichi rioni di tufo, testimoni di una cultura contadina che non va dimenticata. Come accaduto nel recente europeo anno della cultura , che ha ignorato per esempio il poeta dialettale Albino Pierro o il divino Orazio,ora emblema di Venosa candidata capitale italiana della cultura 2021. E gratta gratta le radici del dialetto possono, e ne siamo certi, essere la carta vincente per raggiungere quel traguardo, anche per i piccoli centri a rischio di spopolamento o di estinzione.