L’età dell’uditorio alla sala Carlo Levi di Palazzo Lanfranchi era quella dei tanti anni di insegnamento al liceo classico ”Emanuele Duni” di Matera che ha visto passare, davanti al professor Giovanni Caserta, generazioni di studenti innamorati del sommo poeta Dante. Tant’è che alcuni di loro con entusiasmo e passione hanno avuto la possibilità, accanto al qualificato tavolo dei relatori, di presentare il volume edito da Villani “Dante settecento anni dopo – 1321-2021” illustrato da venti tavole di Franco Carella.
Un lavoro corposo,https://giornalemio.it/eventi/a-matera-lunedi-giornata-di-studio-su-dante/ , un bel viatico per costruire qualcosa di concreto e di duraturo, tutto materano, in vista della giornata nazionale dantesca fissata per il 25 marzo. E magari saranno i 1000 allievi del professor Caserta, indicati nella dedica, a diffondere per scuole, piazze, locali e sodalizi pensieri e riflessioni di Dante Alighieri passando per i tre livelli della ” Commedia” divina lungo i gironi e i cieli che dall’Inferno portano in Purgatorio e poi in Paradiso. Sarebbe un modo semplice ma concreto di celebrare l’opera di Dante e di coinvolgere tanti giovani a riscoprire la Cultura del BelPaese, avendo tra le mani, e magari in compagnia, spunti da approfondire. E il professor Caserta,che delizierebbe l’uditorio per ore, ne ha offerti tanti. La condizione della donna per esempio, ” Con Dante – ha detto Caserta- che ebbe una grande ”apertura ” perche le donne del Cielo e della Luna, le vede come una immagine riflessa…. una condizione riflessa di quella maschile. E molto coraggiosamente dice che chi cede alla violenza in certo qual modo vi partecipa.perchè queste anime sono evanescenti e sono nel cielo più basso della Luna”. E poi riferimenti al familismo amorale,(Banfield) che favorisce la parentela…e Dante in maniera intelligente dice Attenzione non è giusto che si favoriscano le carriere dei parenti, ma non è giusto che che ci siano le vendette trasversali, cioè che figli e nipoti debbano subirne le conseguenze” Piu attuale di così. Sembra di descrivere la dimensione da ‘familismo immorale” che contrassegna la vita politica di Matera e della Basilicata. Guardatevi indietro e alle prossime elezioni. Peccato che le riflessioni del professor Caserta siano state ignorate dai fuochi fatui delle recitazioni extrafestivaliere dell’anno di capitale europea della cultura.