Arte…e con tanta voglia di cogliere con ironia, un pizzico di provocazione scanzonata e con tanta curiosità il lato bello della vita, anzi le sue ”espressioni” catturate nel volto della gente. E’ in sintesi il messaggio, a pelle, tra sorrisi e ammiccamenti, della mostra che la materana Dalila Taddeo presenta dal 18 aprile al 2 maggio presso la Galleria san Biagio della Città dei Sassi. E già nel suo nome Dali…la, che contiene la matrice del vulcanico ed estroso artista spagnolo Salvador Dalì,c’è qualcosa di predestinato. Coincidenze? Forse. Ma Dalila, giovane architetto, e figlia d’arte vista la riconosciuta manualità e creatività del papà Pietro e dello zio Bruno, ha una vena tutta sua che tratteggia a matita con efficacia le espressioni che più la colpiscono e se c’è lo “sberleffo” l’opera è completa. ” Ho cominciato -dice Dalila- per caso guardando in maniera quasi distratta facebook finchè non mi sono imbattuta nel volto di una mia amica. E da lì ho cominciato, passando a disegnare parenti e amici e partendo dalla fotografia che è la mia istantanea della vita. La cosa mi entusiasma e mi diverte, perchè rafforza la voglia di cercare e di cogliere aspetti dei volti che mi colpiscono per la loro espressione”. Occhio clinico? I lavori esposti, tra sguardi, sberleffi, pose trasandate e trasognate, ci hanno fatto scoprire una giovane artista e architetto che ha fatto della sua esperienza professionale di rigenerazione urbana un ponte ideale verso la rigenerazione umana. Paradossi? Non dimenticate il grande maestro del Novecento, Salvador Dalì. presente in città con le sue opere in centro e nelle chiese rupestri di San Nicola dei Greci e Madonna delle Virtù. Dalila ”figlia” del grande sacerdote dell’arte ”motu perpetuo” che non si ferma finchè non trova un centro di gravità permanente, per dirla con una nota canzone di Franco Battiato. Guardateli di profilo…e fatele i complimenti. Dopo Matera il viaggio espositivo, pagine social a parte, continua.