lunedì, 4 Marzo , 2024
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Da quanto tempo non ti confessi? Con le ragnatele di Saraceno si può nel segno dell’Arte

Chiamatela pure provocazione, ma la domanda è sorta spontanea quando si è in fil, accanto all’altare della chiesa del Carmine, a Palazzo Lanfranchi una delle sedi del Museo nazionale di Matera, dove sarà a disposizione – per l’eternità o quasi- di credenti, miscredenti, agnosti, edonisti e via elencando che vorranno entrare nel confessionale del Saraceno…E qui la provocazione dell’artista argentino Tomas (Tommaso) continua, con un intreccio di ragnatele su quanto è stato lasciato soffrire, dimenticato, vilipeso nell’Universo degli uomini, che alla prima vibrazione dell’animo (provate a sedervi, è così) invitano al Mea culpa. Battetevi pure il petto e il crine, contate la seducente pecunia e lasciate come obolo un pensiero per la Matera 2019 che è stata e che ha lasciato una eredità, rimasta sospesa alla richiesta e alla occasione persa del buon David Sassoli di cogliere l’attimo…Ma così non fu. E allora con francescana preghiera vale il cammino della speranza, magari dalla chiesa al belvedere di piazzetta Pascoli per ricordare quello che è stato fatto, non si è fatto, non si è voluto o potuto fare, e si potrebbe fare magari sull’onda ispiratrice di musiche sacre, corali, da messa ad Requiem che rasentano l’Hallelujah di Leonard Cohen. Nel tempio dell’arte, per chi ci sa entrare, sa sentire e fare qualcosa per Matera, magari con un itinerario artistico religioso dedicato. Arte orante e itinerante con indicazioni in latino, per cogliere appieno l’invito. Altrimenti un ritiro in un asceterio o sito rupestre con la massima benedettina ‘’Ora et labora’’.

Il SIGNIFICATO DI QUELL’OPERA
Una installazione che rappresenta un confessionale fatto di ragnatele, simbolo di saggezza ancestrale, e a difesa della vita caratterizza l’opera ”Life(s) of Webs, arachnophobias, arachnophilias, and other stories, ” che l’artista argentino Tomàs Saraceno ha inaugurato a Matera, presso la chiesa della Madonna del Carmine, all’interno del Museo Nazionale di Palazzo Lanfranchi. L’iniziativa segue a un progetto che l’artista ha effettuato con un progetto della Fondazione Matera Basilicata 2019 in collaborazione con il Museo Nazionale di Matera.L’iniziativa si pone in continuità con il percorso di ricerca dedicato ai linguaggi dell’arte contemporanea avviato a Palazzo Lanfranchi dalla Direttrice del Museo Nazionale di Matera, Annamaria Mauro, che punta a raccontare il presente in cui l’arte contemporanea è motore di conoscenza, meraviglia e consapevolezza.

Life(s) of Webs: arachnophobias, arachnophilias, and other stories-scrive Saraceno- è un confessionale nel quale al posto del sacerdote compaiono ragnatele con l’intento di condividere la loro saggezza ancestrale. È un appello all’umanità, da cogliere nell’intimità individuale: “Viviamo sulla Terra da più di 380 milioni di anni, mentre la maggior parte di voi umani, solo da 200 mila anni… Noi invertebrati rappresentiamo il 95% di tutti gli animali del pianeta Terra, ma siamo minacciati dall’estinzione, ciò rappresenterebbe un pericolo per qualsiasi forma di vita sulla Terra. Vi chiediamo di proteggere i diritti delle nostre reti della vita. Possiamo unire le forze e tessere insieme modi di vivere, con stili di vita che non pregiudichino il clima, per società più giuste, eco-sociali, inter-intraspecie per tutti?” (Tomás Saraceno).Con l’opera dell’artista Tomás Saraceno, la Fondazione Matera Basilicata 2019 completa il percorso di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 e apre un focus, attraverso l’arte contemporanea, su uno dei temi al centro della nuova programmazione, quello dell’ambiente. La preziosa collaborazione con il Museo nazionale di Matera ha consentito di accogliere un’opera site specific che rimane alla città in maniera permanente, così da poter sviluppare intorno ad essa una programmazione di lunga durata, legata alle principali emergenze della contemporaneità.

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