Come togliere la ‘corona’ virale a quel virus, marchiato 19, che ha reso ancora più funesto il 2020, l’anno bisesto? Se lo chiedono in tanti. Ma buon senso, responsabilità e riprendere il bandolo della matassa, che a Matera, è fare cultura partendo da quello che abbiamo. E così un Museo dall’offerta variegata e di qualità, come quello di Matera di Arte Medievale e Moderna di Palazzo Lanfranchi, è un segnale di fiducia per la città, il territorio e il comparto turistico. Ha aperto, come ha ricordato la direttrice del Polo Museale di Basilicata, Marta Ragozzino- insieme ad altre due strutture i Parchi archeologico di Venosa e della Siritide di Policoro ,sulle 14 della Basilicata- facendo le cose per bene con il prezioso apporto dello staff del Museo. Cartelli e segnali di distanziamento, igienizzanti ovunque e un piccolo vademecum distribuito all’ingresso per i visitatori, benvenuti, a piccoli gruppi, e con le regole ripetute per ogni dove, pronti per iniziare la visita. Non ci sono le sedute, ma qualche sacrificio è necessario per avvicinarsi alla normalità.

La direttrice, che portato nell’abbigliamento e nella mascherina tanto colore dopo il grigiore del confinamento domiciliare, ha annunciato di voler aprire altri musei per la festa della Repubblica. E per quella data potrebbero esserci piccoli eventi e con l’obiettivo, con forme e modalità da definire, di mettere a disposizione spazi ad associazioni e artisti che in questa fase non ne hanno di propri o non possono fruirne per opportunità o cause oggettive. Parole di ottimismo e di disponibilità all’insegna di quella politica delle ”porte aperte” e del coinvolgimento che hanno caratterizzato il rapporto tra i Musei – a cominciare dal Lanfranchi- e l’associazionismo.


E tra gli ”Amici del Lanfranchi” invitati per una saluto di apertura c’erano anche Andrea Santantonio per lo Iac , Marco Bileddo per il teatro Pat, a simboleggiare la difficoltà del momento di artisti e associazioni, nel dover rinunciare alla stagione di concerti e alle esibizioni. Dal Polo Museale disponibilità per gli spazi chiusi e all’aperto . E già perchè la gente, pur consapevole delle limitazioni delle fase 2, vuol fruire della cultura e qualche sacrificio è disposta a farlo. Basta con le videate on line…la cultura è sensazioni del momento, atmosfera, che le sedute in modalità webinar non possono dare. Anzi, come hanno osservato gli esperti in in disturbi della comunicazione da remoto, il remoto schermato crea stress e alienazioni. “Per cui al lavoro… E non perdiamoci di vista” come ha ricordato il presidente della Fondazione Matera Basilicata 2019, Salvatore Adduce, che ha invitato ad andare avanti. ” Qualcosa faremo – ha detto Adduce- e dobbiamo riprendere a fare quello che di buono abbiamo fatto. Una mano ce la darà il Mibact ma anche il Ministero per il Sud potraà fare la sua parte”. Nel frattempo arte chiama arte e un’altra Marta…sta pensando a una mostra su tutto quanto di creativo viene rappresentato sulle mascherine. Pericolo da covid 19 esorcizzato con un disegno e il tocco di colore giusto. Made in Italy, Made in Matera…Proviamoci.