Il termine scotomizzare in psicoanalisi indica il meccanismo di rimozione inconscia dalla percezione di un elemento che crea un conflitto a livello conscio, nel senso che se in una situazione o in un discorso c’è qualcosa che può arrecare “ansia”, la mente tende e non percepirlo per autotutela.

Nella psicologia cognitiva, invece, la scotomizzazione può essere anche di altro genere, può scattare cioè nel non far percepire quello che cozza contro pre-concetti presenti da tempo immemorabile nella mente.

Va aggiunta all’elenco la scotomizzazione intenzionale, l’ignorare cioè in un discorso quello che non è di nostro gradimento e puntare l’attenzione solo su ciò che ci fa comodo vedere.

Il fenomeno si manifesta più spesso di quanto si possa immaginare. Un esempio lo abbiamo visto oggi sui social quando è apparso su un noto gruppo FB di Matera il post di un signore che, premettendo di essere cattolico, con colorito linguaggio ha denunciato che le chiese sono strapiene di gente che non bada a sufficienza al distanziamento e alle minime precauzioni necessarie, trasformando così le chiese in potenziali focolai e quindi, abbandonandosi a nominare invano l’innominabile, auspicava che si ordinasse la loro chiusura per contenere i contagi che in città notoriamente galoppano.

Sotto il suo post si sono scatenate le repliche, tutte incentrate sulla condanna … delle parolacce. Nessuno invece sembrava badare alla sostanza della denuncia di questo signore che additava la contraddizione di ordinanze che chiudono le scuole i bar i ristoranti le palestre i cinema e consentono invece il libero contagio nelle chiese.

Le invettive contro l’inserzionista e il suo linguaggio – effettivamente pessimo, sono state tali e tante che l’autore ha pensato bene di rimuovere il post, arrendendosi a chi, invece di guardare la sostanza, vedeva – o forse voleva vedere – solamente le parolacce.

La scotomizzazione di gruppo ha prevalso sul buon senso dei contenuti di quel post, che, sebbene con modi poco urbani, denunciava in realtà una contraddizione seria, una licenza inspiegabile.

Lo stesso fenomeno si è manifestato in seguito alle parole di Nicola Morra sulla difficile situazione sanitaria della regione Calabria e la inadeguata azione dello Stato nel combattere il fenomeno mafioso, parole da far tremare i polsi, dette dal Presidente della Commissione antimafia. L’inserimento nel discorso di un riferimento alla malattia della scomparsa governatrice della regione – sconsiderato come le parolacce dell’esempio precedente -, ha dato la miccia all’esplodere della scotomizzazione di massa: nessuno si è preoccupato di recepire la denuncia di come la regione la sanità le elezioni che si vorrebbe libere e democratiche subiscano, secondo anche gli inquirenti, pesanti condizionamenti da parte della mafia, e tutti invece si sono scagliati contro di lui per parole “irrispettose” verso la povera presidentessa scomparsa. Sulla sostanza della denuncia: silenzio. Scotomizzazione.

Ora ci resta da capire se la scotomizzazione in questi due episodi sia di tipo psicanalitico, sia invece un caso da psicologia cognitiva oppure si tratti di scotomizzazione intenzionale, e magari anche un po’ furbesca e opportunista: condannare la pagliuzza per non parlare della trave.