Se il primo cittadino in più occasioni ha pronunciato il ”vade retro” contro la filiera diffusa e variegata della ristorazione per tutti i palati e per tutte le tasche, con alcuni eccessi che alla lunga ”faranno perdere punti” all’offerta turistica locale per Matera 2019 e oltre, il vate della cultura orale Roberto ”Beberto” Linzalone la butta su ironia e goliardia e accende scoppiettanti fuochi al calendario ”la terra dei cuochi” . La rima baciata ci sta tutta sin dalla copertina per un omaggio a chi il cuoco lo fa da generazioni, come Carlo Pozzuoli, lontano dai protagonisti dei costruiti e melensi cooking show televisivi ma con non stimolano affatto ad armeggiare intorno ai fornelli, per riproporre i piatti della nonna con legumi, verdure, pasta fatta in casa e altri sapori della dieta mediterranea. E che dire quelli che per gusto di esterofilia scambiano pancotto con cialledda o insipida insalata di pane e verdure.Boooh. Andrebbero cacciati a pedate e obbligate a pulire tegami e tielle, con olio di gomito, come si faceva alle ”burbe” e agli ”indisciplinati” con il servizio militare di leva obbligatoria. Altri tempi e quella generazione è venuta sù sana, senza colesterolo, diabete, adipe e altri sconquassi da grasso ”food” americano. Dai fornelli alla piazza con un mese di gennaio, quello dell’anno che verranno, con un cittadini fotografato – come per gli altri 12 mesi da Michele Morelli- a ridosso di una recinzione in piazza Vittorio Veneto. E’ il simbolo del ‘cantiere’ ( rimosso da qualche giorno ) ma che in altre parti della città per i ritardi e le responsabilità , che sappiamo, di una politica poco avveduta e con la scusante della farraginosità amministrativa ha portato a ridosso del 2019 e oltre. Beberto, per punizione, affiderebbe loro caldarella, cazzuola, gesso e cemento almeno per riparare le buche. Febbraio è dedicato alla Provincia, voluta nel 1927 dal Duce, e poi svilita con la riforma istituzionale rimasta a metà dal boy scout di Firenze Matteo Renzi. Per farla breve ”non siamo più provinciali” ha scritto Roberto. Ma di fatto cultura e mentalità della ”Capitale” restano provinciali, piuttosto vanno ridimensionate le Regioni per lo spreco di risorse e per la questione morale che le contraddistinguono. Marzo, con un chiosco di giornali chiuso per indigenza, insieme ad altra in città, accende una fiammella per l’edicola votiva. C’è poco da ironizzare, ma si legge poco e non si fa nulla per invertire la rotta visto che le edicole on line e gratis hanno fatto saltare il mercato e posti di lavoro. Senza dimenticare lo sfruttamento dei giornalisti. Ad Aprile, tra settimane Sante e di Ressurezione, tra il Vangelo pasoliniano e la passione gibsoniana nel solco ”dalla passione alla compassione”, una foto mette insieme tre croci votive e il braccio meccanico con cestello per una questua di dolore sulla murgia. Quasi quasi una antologica di scultura innovativa ci può scappare. Maggio dedicato allo ”Scarpe diem” al giorno della scarpa con il ricordo del nostro Linzalone che in più occasionei aveva suggerito al commerciante Franco Bello -gia da quando aveva aperto in via Ridola- a usare quel nome latino. Beh se l’è beccato per un anno intero…E,a proposito di commercio, la foto di un ”investimento” di un pedone sulle strisce pedonali conferma che aldilà della filiera alberghiera ( B@B, Case vacanze) e ristorativa locali gli ”impieghi” locali sono queti. E il traffico è quello che è caotico, con poca attenzione alla prevenzione e alla repressione. Perchè il carroattrezzi continua a restare in garage? Siamo certi che verrà fuori quando ci scapperà il morto, vista la difficoltà che hanno i mezzi di soccorso a muoversi. A Luglio, nel pieno della Festa patronale e del turismo, compaiono i sacchi neri dei ”rifiuti solidi umani” e il gioco di parole la dice tutta di come l’irresponsabilità contribuisce ad accrescere l’indecoroso decoro urbano. E ”Beberto” in un crescendo di suq a cielo aperto, al punto ”selfie” di piazzetta Pascoli , inquadra il ” fu turismo”. Lasciate perdere Marinetti, tra i sottoscrittori del manifesto futurista, e ad Agosto avrete una esplosione di ambulanti venditori di aste, cover, pagliette, accompagnatori abusivi, consumazione di beveraggi e via passando, perchè i tour durano appena due ore…A settembre una foto con gli ultimi testimoni, tre fratelli (…dimenticate il noto film di Francesco Rosi) intenti a lavorar la terra a memoria di quella ”Lucania riserva antropologica”. Ottobre con uno sky line sulla città costruita mattone su mattone culturale sul tema ” le mani sulla civiltà”, anche in questo caso reminiscenze rosiane, nel solco degli ”affari culturali” come recita Beberto nei Vangeli orali apocrifi. Novembre con il doveroso omaggio ai defunti e a un imprenditore storico del settore, di quella famiglia Giasi che ha posato con Linzalone per un ”corto” girato nella prima Repubblica. Una realtà -come ha ricordato Roberto- incompresa come l’ironia di Linz, che merito rispetto ed educazione ” Perchè grattarsi?…Meglio un segno di croce”. Tanto tutti dobbiamo morire. Per ora ” Cassa Integrazione” e vade retro ”cremazione”. Segno dei tempi. La pagina di dicembre è dedicata ai binari morti, alle infrastrutture carenti anche se ” siamo in Europa il problema è arrivare in Italia”. Ci ha pensato l’assessore alla Cultura del Comune di Matera, Giampaolo D’Andrea, persona preparata, da sempre impegnata per Matera, a riflettere sul messaggio di ogni mese tra il serio e il faceto. Ci sono degli eccessi della politica delle mani libere – come più volte abbiamo denunciato e continueremo a denunciare- dei rischi da immagine negativa, a cominciare dalla speculazione sui prezzi. D’Andrea , comunque, ottimista sul futuro turistico di Matera . ” La città ha un suo fascino- ha detto- e i turisti vengono una prima volta e poi ancora, per vedere quello che non ha visto e insieme ad amici. Quanto alla cucina. Resterà ed emergerà chi ha tradizione e resterà fedele a piatti, prodotti e sapori locali”. Siamo in fase di assestamento e prima o poi il tufo con le ali di Mino Maccari, frequentato e conosciuto da Beberto, prenderà il volo. Retro di copertina per le 365 copie del calendario, curato da Pino Losito e stampato da Edizioni Giannatelli di Matera , dedicato al grande personaggio toscano che ispirò Beberto con il manifesto dedicato alla Lega del Maiale…a testà in giù che affondò il grugno nel piatto di caviale. Una genialata, che nel 1985, come ha ricordato Beberto tra occhiate e grugniti benefici, procurato al poeta confinato a Matera non pochi problemi…con l’accusa di essere un sovversivo. E così i sospetti anarcoidi e insurrezionali lasciarono il posto ai ringraziamenti di come erano andate le elezioni, venute da più parti. Paradossale…Se la rise anche il maiale.

Un tufo con le ali
La satira è il vero rimedio ai mali della società. La prosecuzione di un lavoro creativo nato nel 1974 con Mino Maccari ha nel 1995 trovato tramite la fotosatira continuità con la primitiva espressione legata al connubio parola-segno. La cultura gastronomia della nostra terra è stata decisamente emarginata fino alla fine degli anni ’90. Da quel momento la Terra dei Cuochi ha preso il sopravvento della cucina esterofila e si è passati alla cucina del territorio. Matera capitale della cottura e con lei l’abitante cotturale ha vinto. Ogni abitante è cuoco è questo è il nostro gioco.