Di quel libro ”Il mio tutto nei sogni” scritto dalla collega Rossella Montemurro ed edito da Altrimedia di Matera ne avevamo parlato lo scorso anno https://giornalemio.it/eventi/venerdi-presentazione-di-un-tuffo-nei-sogni-biografia-del-campione-paralimpico-marco-daniello/ Ma è altra cosa leggerlo fino in fondo, come siamo abituati a farlo, nell’edizione cartacea naturalmente che consente di farlo con i tempi a disposizione. E’ il piacere della lettura che nessun libro in formato elettronico ( e book per gli appassionati di anglicismi) può dare. E Rossella mi aveva detto che le sarebbe piaciuto sapere come la pensavo. L’ho fatto nella ricorrenza di San Valentino, perchè è un libro intriso di amore per la vita, per gli altri, la famiglia, gli amici (non quelli ipocriti) che credono in te perchè sentono di starti accanto e per lo sport, come il nuoto, che ha consentito al giovane Marco D’Aniello – con un percorso segnato da energie ed esperienze diverse- di passare dalla rassegnazione di un mondo chiuso come l’autismo a quello aperto, della competizione per la vita e lo sport. E Rossella fa parlare i protagonisti di una bella storia , ”illuminata” dopo tante cadute, dagli incontri con le persone giuste o fatte incontrare, per chi ha fede, dalla Provvidenza. I genitori, che non hanno mai smesso di amare e sostenere Alberto, le insegnanti, la Madonna dell’Altomare, Raoul Bova con la fiction ”Come un delfino, zia ”Mara” Venier, il tecnico allenatore di nuoto, i titolari di una palestra, i dirigenti della Fisdr e poi l’acqua, quella della piscina dove tutto torna perchè è fonte di vita. Un esempio di coraggio, di costanza e con un sorriso largo quanto l’arcobaleno da tristezzazero, che vorremmo potesse contagiare – nel senso positivo del termine – anche altri ragazzi che hanno vissuto e vivono con i loro genitori situazioni come la sua. In Basilicata c’è ancora tanto da fare. L’assessore regionale alla Sanità, Rocco Leone, ha annunciato una settimana fa che la legge regionale sull’autismo è in dirittura di arrivo. Bene. Attendiamo il voto. Ma ricordiamo che alle famiglie, ai ragazzi, alle scuole servono servizi e strutture del territorio, ma guardando negli occhi e nel cuore quelle persone che sembrano vivere in un’altra dimensione. Serve un tuffo di libertà, di vita, di socialità e Marco ne è stato un esempio. Un libro, una storia che continua con un abbraccio nella vita e tante bracciate in piscina, per un delfino che ha trovato le condizioni per nuotare da solo.