E’ stato un lento e articolato lavoro di preparazione fino alla sintesi del 13 maggio 2021 che ha portato a Palazzo Malvezzi, sede di rappresentanza istituzionale della ” Città dei Sassi” e in attesa di contenuti che portino alla sua gestione con risorse adeguate, alla firma di un protocollo di collaborazione finalizzato alla realizzazione della ” Carta del potenziale archeologico di Matera”. A siglarlo il sindaco Domenico Bennardi, la direttrice della Scuola di Archeologia di Unibas Francesca Sogliani e il soprintendente di Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Basilicata Francesco Canestrini, che hanno attivato un percorso di buone pratiche e utili per l’intera regione che coinvolge i soggetti promotori Comune di Matera ,Dipartimento Culture Europee e del Mediterraneo- Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici (Dicem-SSBA) dell’Università di Basilicata e Soprintendenza archeologica.

Ma è un confronto aperto anche ad altri soggetti, come ha ricordato il sindaco Domenico Bennardi, come Ente Parco, ordine professionali e in prospettiva cittadini, studiosi grazie alle potenzialità della piattaforma informatizzata Gis. La Carta si pone l’obiettivo di giungere alla conoscenza di tutte le testimonianze storico-archeologiche, della loro stratificazione, presenti in un territorio vasto, segnato dalla presenza continua dell’uomo e dei suoi insediamenti, e annoverato tra i beni patrimonio dell’Unesco con i rioni Sassi e l’habitat rupestre. Ma non solo il cuore antico, che continua a riservare sorprese quando si apre un cantiere, e sul quale occorre fare attenzione perchè la storia di una comunità e di un territorio, quando riaffiora, va letta, classificata e divulgata. Niente fretta, niente colpi di piccone, di benna da mezzi movimento terra, ma foto,scanner e analisi di quello che occorrerà studiare. ” Una carta che supporta il regolamento urbanistico”, come ha ricordato il primo cittadino.

” Una opportunità per riappropriarsi della storia stratificata cittadina” ricordando come ha osservato Francesca Sogliani, direttrice della Scuola di Archeologia, quei cantieri urbani di archeologia che a Matera hanno avuto un interessante esempio in piazza San Giovanni, con l’azione portata avanti da figure note della recente storia dell’archeologia locale come Massimo Osanna e Anna Maria Patrone” . E poi l’apporto dei giovani delle scuole, le potenzialità di collaborazioni internazionali con altri atenei, che potrebbero riprendere grazie alla redazione della Carta. Il documento, destinato a essere corposo, sarà elaborato ed arricchito con la raccolta dei dati storico-archeologici,di archivio, fotografie, con ricognizioni di superficie, sopralluoghi e dati forniti da altri comparti scientifici, a cominciare dalla geologia. I dati saranno resi disponibili per il territorio su una piattaforma Gis open source e questo, per gli addetti ai lavori, favoriranno percorsi di analisi e gestione.

Naturalmente servirà l’apporto di tutti, nonostante l’attuale limite di organici di Enti locali e Professionalità, auspicando che il Ministro Dario Franceschini e il Governo investano anche in questa voce che, non dimentichiamolo, rappresenta una parte consistente dell’offerta turistica del BelPaese. Le parti metteranno a disposizione professionalità e risorse,attivando un coordinamento per la pianificazione del lavoro.
E, a proposito di programmazione, il lavoro apre alla archeologia preventiva – come ha ricordato il soprintendente Francesco Canestrini- in relazione anche ai cantieri di diverso tipo che si aprono sul territorio.

Luoghi da studiare on solo nei Sassi come nella recente ”riscoperta” di affreschi del ‘500 a Porta Postergola, o ”Pistola” come è nella tradizione materana,e sezioni di foggiali. Ma anche nelle zone di espansione. Ma anche al borgo La Martella, progettato da Ludovico Quaroni, grazie a un progetto ritenuto visionario dell’imprenditore e intellettuale piemontese Adriano Olivetti.

Un luogo, La Martella, dove è nata la pianificazione moderna, come ha ricordato Canestrini, da far conoscere e da tutelare. E, aggiungiamo, anche sul piano ambientale con le recenti preoccupazioni dei residenti circa gli effetti del passaggio di un elettrodotto. Una storia che viene dal passato, come quelle dell’impianto di compostaggio dei rifiuti e i tentativi di insediamento di una centrale a biogas. Dalla Carta un supporto a difendere la memoria, la storia e il paesaggio che vanno tenuti integri per noi e per le future generazioni. Ai promotori dell’iniziativa gli auguri di buon lavoro, vista la interdisciplinarietà di un progetto che coinvolgerà anche gli assessori ai lavori Pubblici, Graziella Corti, all’urbanistica Rosa Nicoletti e alla Cultura e ai Sassi Tiziana D’Oppido e l’ateneo nelle articolazioni del Dipartimento Culture Europee e del Mediterraneo- Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici (Dicem-SSBA) dell’Università di Basilicata e la Soprintendenza archeologica.

PALAZZO MALVEZZI STEMMA E PANORAMA