Cos’è la bellezza?

Tanti gli artisti che si sono avvicendati un una  definizione. Per Alfio Presotto è sicuramente una sorta di “dea delle arti”  fonte di ispirazione.

“Con gli occhi della Musa” è, infatti, il titolo della mostra allestita dall’associazione In Arte Exhibit, in collaborazione con la Falpa promozione arte di Bergamo e la galleria Art Immagine di Altamura, presso la Casa Cava, a Matera, dal 13 al 26 gennaio in cui sarà possibile ammirare le opere che hanno come tema dominante la bellezza.

Quella bellezza che secondo Vittorio Sgarbi, i  “  dipinti di Alfio Presotto definiscono una precisa idea di bellezza e spiritualità. L’artista conduce l’osservatore in un universo di simboli, lungo un itinerario dove il senso della bellezza convive con un presentimento di morte, o quanto meno con un senso sonnolento di attesa per qualche evento fatale. La tecnica è colta e intelligente, mentre la nobilitazione della superficie del quadro si affida a elementi decorativi classici, che tuttavia sembrano alludere, in alcuni casi, a un liberty rivisitato”.

Nelle opere di Presotto troviamo delle atmosfere quasi palpabili dove le figure si immergono in un microcosmo in cui si riflette un universo popolato da divine potenze. È qui che scopriamo le sue allegorie, il violino, la fenice, la statua bendata , la clessidra rotta, il Minotauro ispanico, il luogo sacro: Matera, che lo ospita con questa mostra tutta da scoprire.

Come scrive Alberto D’Atanasio “Chi possiede il dono della bellezza pervade cose e persone di questa luce. La luce che quest’artista dipinge è diffusa, si espande nel continuum illusorio della raffigurazione e dona all’immagine l’irrealtà del sogno. La razionalità suggerita dalla presenza dei soggetti, che talvolta fissano l’osservatore, rende quell’irreale onirico più epico che immaginario. L’osservatore si sente partecipe di un’atmosfera fatta dai colori cupi dei cieli del tramonto o da quelli cangianti dell’alba. Sono orizzonti senza confini popolati da nuvole trasportate da venti forti, da oggetti che fluttuano all’interno di uno spazio empirico che esiste solo nell’illusione pittorica. Si percepisce il pulviscolo quasi che il quadro stesso non sia altro che una sorta di finestra dove l’osservatore si sporge per vedere e leggere quella verità che solo gli artisti sanno riconoscere, tradurla in immagini per poi comunicarla a se stessi prima e a chi davanti al quadro si ferma per ritrovarsi dopo”.

E nessuna location, meglio di Casa Cava si presta, a luogo ideale per un artista che parla di sogno e mito, di passato e presente ricorrendo ad un linguaggio figurativo che cattura il fruitore per condurlo in una realtà fuori dalla quotidianità.

 

 

 

Alfio Presotto nasce a Torre di Mosto, in provincia di Venezia, nel 1940. Frequenta i corsi dell’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1957-58 e nel 1960 aderisce al gruppo del realismo a Milano. L’artista partecipa a numerose mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero, tra le quali Firenze, Bergamo, Milano, Parigi, S. Francisco.

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