E’ stata una lunga attesa, quasi una pena, cominciata dal balcone di rione Casalnuovo durante il periodo di confinamento domiciliare e chiuso con tanta soddisfazione a contrada Mandolalena,dove i suoi l’avrebbero mandato volentieri per non sentire arie, storie rimate e canzoni strimpellate. Ma alla fine Pasquale Di Pede, cantautore dalle profonde radici dialettali materane, ha chiuso l’ultima traccia di un lavoro, davvero ben curato per le tante professionalità e i consigli di amici che hanno avuto pazienza ed entusiasmo nel chiudere , presso il Labsonic Recording Studio di Matera, con una molletta tra le nuvole, il cd” Pasquale Di Pede Come si fa?”.

Un ”cd’ intenso fatto di sonorità che affondano nella memoria della cultura musica territoriale, negli affetti familiari, nella saggezza dei padri che il dialetto trasferisce di generazione in generazione a quanti amano, e non dimenticano, le proprie origini. Ma con aperture sui problemi del quotidiano con quello tocco di ironia, e tanta riconoscenza, verso persone care che hanno condiviso sogni e magari si sono poi ricredute su ragazzo del rione Serra Venerdi, o quartiere Apache, che ne ha fatta di strada proprio come quello della via Gluck di Adriano Celentano. E quel ” Voglio 1983” dedicata all’amico Antonio ” Tonino” Montemurro, scomparso qualche anno fa, con il quale imitavamo a memoria le note introduttive delle trasmissioni di ”Radio Tirana” durante la repubblica ”cinese” di Henver Hoxha, ci è sembrata la traccia ideale per guardare a quel festival ”Tenco di Sanremo” che merita di annoverare tra i partecipanti il nostro Pasquale. E il cinquantenario della manifestazione, fondata nel 1972, è l’occasione per lanciare sullo ” scalone” ( squalaun in materano) del cantautorato nazionale il nostro PdP con chitarra e maestria. Ormai dopo la ” Cura” (Battiato c’entra fino a un certo punto, con Rino Gaetano e Gino Paoli) presso quella officina virtuosa dei suoni e degli arrangiamenti, che è il Labsonic di Francesco Altieri Pasquale, ha trovato un centro di gravita permanente che lo può portare almeno a un tour di concerti dal vivo (basta con zoomate, webinarate e dirette social senza nè amore e nè sapore) da Matera, prima di tutto, a Sanremo naturalmente.

Ma prima vi consigliamo di ascoltare il cd partendo da ” Come si fa?”, passando a ”Il Terremoto”, ” Ti taccio con un baccio”, ”La famiglia”, ”Voglio 1983”, ” T vu rtrè” (ti vuoi ritirare a casa… e con quel Spzzet da minz, frisckl…e quello che ne seguiva sul piano gestuale), “Tipo da spiaggia” (brano autobiografico e surreale di un Pasquale che vuole imparare a nuotare in mezzo alle nuvole) passando a ” La festa del calzino” ( un mix di luoghi comuni e non comuni presi con il massimo esponente per starti vicino…) a quello che è stata l’eredita di ” Matera 2019” tra cose fatte, affari, rascki (debiti) e di una cultura locale che chiederà all’Unesco un posto al fresco…Ma Pasquale era e resta un Materanottimista (scritto tutto una parola) che ha trovato volontà e forza per riascoltare un Cd che proprio non andava buttato. Anzi. Ha dimostrato ” Come si fa?” nonostante tutto e tutti. Si è fatto un nome tra due soprannomi di famiglia ”ciambaril” da parte paterna e ” p’paril” da quella materna. E lui? E’ Paskel D’ Pad…

COME SI FA A NON RINGRAZIARE…

Ce l’abbiamo fatta. Questo Cd esce con tante restrizioni, con canzoni di ieri e di oggi e senza l’amico Tonino Montemurro, da cui ho attinto umanità e con cui ho diviso bicchieri di veritas.
Ringrazio
I miei colleghi della Tim che hanno voluto questo Cd. Il maestro Mario Montemurro venuto in soccorso per sostenere la mia voce. Il prof Antonio Montemurro per la consulenza sui testi in dialetto. La dott.ssa Alessandra Morea, che nella sua recensione ha esplorato a fondo le canzoni. Il maestro Pierdomenico Niglio, per aver dato spessore spessore professionale all’intero disco. L’eclettico maestro Francesco Altieri, spirito bollente e competente. Dino Cotrufo e le sue riflessioni. ” Il dialetto comunica sempre perfettamente i significati, anche quelli nascosti”. Pino Oliva, rapito dal brano ” T vut rtrè” scatenatosi nella grafica espressiva e creativa. I miei familiari, sempre disponibili ad ascoltare le mie esibizioni, purchè avvengano fuori dalle mura domestiche.
Musiche e testi di Pasquale Di Pede
Arrangiamenti di Pierdomenico Niglio, Francesco Altieri
Voce Pasquale Di Pede
Cori Vitiana Lovicario, Pierdomenico Niglio,
Batterria, Pierdomenico Niglio
Pasquale Parente (traccia N.10), Basso elettrico Damiano Niglio
Pasquale Di Pede (tracce n.2 e 4)
Chitarra acustica Damiano Niglio, Angelo Tataranni (traccia n.9)
Piano elettrico e sintetizzatori (Pierdomenico Niglio)
Computer programming Pierdomenico Niglio
Francesco Altieri (traccia n.9)
Registrato presso
Labsonic Recording Studio – Matera
Mix
Francesco Altieri, Pierdomenico Niglio
Mastering Francesco Altieri