C’è chi nasce con la camicia e chi deve sudarsela, ma non sempre riesce a ottenerla e deve arrangiarsi…sotto un tetto chiamato scuola per modo di dire: aule in un negozio del rione Spine Bianche, o ” Bottiglione” come lo chiamano i materani ricordando l’impresa Buttiglione che realizzò quel quartiere, le succursali del vecchio ” Istituto Industriale G.B Pentasuglia” in via Annunziatella o nel palazzone oggi demolito di via San Pardo. Ragazzi del popolo di 50 anni fa e passa in una scuola popolare, proletaria, con i coetanei di Angelo Cotugno con i calzoni corti e mezzo filone con pane e mortadella. Quel ragazzo, come quello della via Gluck di Celentano, ne ha fatta di strada anche in bici. E della scuola, parliamo di maestri e insegnanti, ne conserva un ottimo ricordo. Se vi riconoscete nelle foto fate sapere e passaparola. Non è mai troppo tardi…come ripeteva l’ottimo maestro Alberto Manzi, che negli anni Sessanta contribuì con lezioni in tv (ma era una necessità)ad alfabetizzare milioni di italiani.

Eccolo con un ”Do” di petto…
La cosa che segna il percorso scolastico dalle elementari alle superiori è che non ho mai ‘avuto’ una scuola. Sempre aule arrangiate. Le elementari a bottiglione nei locali che dovevano essere negozi. Quando era pronta la nuova scuola ho iniziato le medie… Sempre allo stesso posto. Le superiori (itis) un anno in via Annunziatella dove ora c’è una banca e uno a San Pardo dove c’è il guiness pub, poi tre nel palazzone di fronte a mulino Alvino.

La prima maestra si chiamava Cocca, ricordo che diceva quando facevamo degli errori ‘la gatta frettolosa fa i Gattini cechi’. Poi il maestro Lamanna, bravo tranquillo e pacato. L’ho incontrato tantissimi anni dopo nei pressi della Madonnina. Maestro buongiorno gli ho detto. Mi ha guardato dalla testa ai piedi, si è concentrato un attimo e ha fatto l’appello chiamando i compagni di classe fino a quando è arrivato a me ‘Cotugno’ ha gridato. Sono rimasto allibito. Nell’altra classe c’era un maestro severissimo con un po’ di pancetta, le bretelle e bacchetta e ceci sempre pronti. Il mio amico, che non veniva in classe con me, aveva sempre il palmo delle mani rosso.

Comunque mai avuto una scuola, mai una palestra stavamo tutti lì. Già allora le scuole non erano una priorità e quando se ne è realizzava qualcuna non sempre erano all’altezza.
Tra i ricordi di scuola ti rimane positivo il ricordo dei compagni di scuola e di alcuni maestri e professori in particolare.
Angelo Cotugno