Trascinatore, dissacratore, affabulatore, provocatore, giullare, creativo e inquietante. Forse Antonio Rezza è di tutto un po’ . E’ unico, ma che non è possibile etichettare o racchiudere in un ”aggettivo o definizione”. Antonio Rezza,è una forza della natura…teatrale nel tourbillon di identità molteplici e di personaggi vestiti o in costume adamitico, ha colpito e non poco il pubblico Matera che ha assistito alle due giornate di apertura della rassegna ” Circus+” promossa dalla Fondazione ”Matera -Basilicata 2019”, con gli spettacoli ” 7-14-21-28” e ” Anelante”. E del resto lo spettacolo, diretto da Flavia Mastrella, e l’artista erano conosciuti in loco da pochi, nonostante il premio Leon D’oro, forse sottovalutati nell’impatto dell’esordio della vigilia, che ha sorpreso anche gli organizzatori e,naturalmente, il pubblico di famiglie con bambini al seguito che si aspettavano un circo animato, colorato, incantato e ”pudico”. Le proteste da passamano e sui social – da garante dei minori- hanno finito, cosi con il mettere a nudo, limiti di valutazione a monte e di opportunità nel consigliare lo spettacolo a un certo tipo di pubblico. Tant’è che nella seconda serata abbiamo contato pochi minori e qualcuno è andato via anzitempo. In compenso le rinunce di alcuni possessori di passaporto hanno consentito a quanti erano rimasti fuori dai sold out di partecipare, all’ultimo momento, allo spettacolo. Bene, visti i tanti vani tentativi, da quanto abbiamo appreso, di trovare il tutto esaurito sin dalle prime ore del mattino anche per i prossimi giorni. E questo è il tallone d’Achille o l’imbuto che si riproporrà in futuro per altri spettacoli: posti limitati disponibili (chi prima ci riesce prenota) a fronte di migliaia di passaporti venduti. Così è se vi pare. Il malcontento è palpabile. Ma , e su questo non ci piove, le misure di sicurezza per gli spettacoli vanno rispettate e sotto il tendone la capienza è definita. Oltre non si puo’ e non si deve andare. Giudizi positivi e occhi e orecchie puntate sul palco, allestito sotto lo chapitau di un circo d’epoca con tanto di pali e panche di legno . Battute esilaranti, tra logicità e non sense, tra filiera dei numeri primi, politica, religione, tra casa, cielo, famiglia, Inferno e Paradiso, voli pindarici, sederi alla berlina in sequenze ritmiche e scorribande ”nature” dell’attore con una mano d’avanti per non scandalizzare più di tanto…Fino alla immersione finale rischiarato in penombra, sott’acqua, dalle luci dei ricordi e dalla considerazioni sul ruolo di madri e padri. Nel complesso uno spettacolo gradevole, da pubblico adulto ma avvezzo a seguire artisti e lavori fuori dagli schemi tradizionali. Del resto nei cartelloni del passato il ”nuovo” raramente ha fatto breccia e i vuoti in platea lo hanno confermato. Si preferisce ridere per una commedia brillante o dialettale,che fanno registrare il tutto esaurito e conseguenziali incassi. Del resto, e lo diciamo con cognizione di causa, Matera -nonostante il titolo di Capitale europea della cultura- resta una città provinciale per tanti aspetti. Se non c’è un programma di alfabetizzazione culturale, che leghi passato e presente, il futuro resterà sempre chiuso, closed . Per cui non meravigliamoci di posizioni preconcette, superficialità organizzative o di supponenze valutative. Le bucce di banana sono dietro l’angolo anche quando si sottovaluta la mancata comunicazione circa gli usi, e relative liberatorie, di ”scatti” fotografici tra il pubblico. Le scivolate fanno ridere, proprie dell’ambiente circense, ma attenti alle conseguenze … Il circo ha una sua legge e sotto il tendone ci si deve muovere con maestria, attenti alla tipologia del pubblico che è variegato ed esprime sensibilità diverse. Quanto ai bambini, nel piccolo Chapitau, sempre con passaporto e a ingresso libero, li abbiamo visti con il nasini all’insù per seguire le acrobazie dei giovani artisti o nel restare incantati da giochi di abilità, tra luci, colori e popcorn insieme a mamma e papà. Spettacoli che incantano sempre , anche in relazione con il clima di carnevale che aleggia in città. Il Circo sarà attivo fino al 17 marzo e con date e spettacoli interessanti. Naturalmente prenotazioni d’obbligo. E,un consiglio, chi ha pazienza si informi su quello che andrà a vedere per evitare sorprese, delusioni, eccitazioni e via elencando. Qualcuno guarda al galà finale,a sorpresa, dal 14 al 17 marzo, con la sfida della tradizione circense riletta attraverso la contaminazione delle arti. Oltre agli spettacoli in calendario anche un omaggio a Nino Rota e Circo Suite del Conservatorio” E.R Duni” di Matera. Musiche da circo per grandi film e registi.