Con Armando ci si sente tutti i giorni o quasi su questo o quell’argomento. Magari ci si incavola insieme, a distanza naturalmente, su ritardi della Basilicata spesso raggirata, tradita o malgestita dai predatori di sempre, sulle sue potenzialità e sul rammarico che la generazione dei tablet e dei trolley sia costretta ad andar via. E la stagione del virus a corona, con dati finalmente intorno allo zero, fatta eccezione per gli inevitabili sussulti, piaccia o no, non promette nulla di buono, sopratutto per la crisi economica a 360 gradi. Turismo a picco dopo l’anno di Matera capitale europea della cultura, senza dimenticare la bocca di ossigeno delle royalties, che con i tagli ridurrà a poca cosa le risorse per una sanità ”ridimensionata” in passato e ”sfruttata” per squallidi giochi di posizionamento politico e per l’istruzione universitaria. Eppure il paesaggio offrirebbe tanto per l’industria del cinema, ma ancora non ci siamo. Sì, arrivano le grandi produzioni come la saga di 007, che avrebbe dovuto esordire nel marzo scorso, le fiction ma non si riesce, non si vuole o non si può costruire una offerta stabile che riesca ad allargare e a consolidare l’offerta di questa industria. E Armando con un pizzico di ironia… tira fuori una delle battute del Vittorio De Sica nazionale, al quale è intitolato il cineclub di Rionero in Vulture, che presiede ormai da quasi un trentennio. Lostaglio, critico cinematografico, quasi un missionario divulgatore del linguaggio cinematografico tra i giovani e gli anziani, e sempre pronto a seguire ” a sue spese” rassegne, premi ed eventi cinematografiche, non si scompone. Pronto come è a rimboccarsi le maniche. Nel cassetto ha progetti e iniziative da riprendere nel solco di quella semplicità del fare e parlare di cinema alla portata di tutti. E nel cassetto della regia o della sala di proiezione, che attende di aprire a metà giugno, ci sono anche sogni per sè e per quanti con ”realismo” ( ci sta tutto con i maestri e gli attori incontrati finora) guardano con fiducia al ripresa di un settore, che è tanta parte dell’economia del BelPaese. Un invito ai sindaci e a quanti si arrovellano nei focus su internet sul turismo di prossimità senza idee, ma con tanti slogan che finiscono nel digitale…Finiamola. La gente ha bisogno e vuole stare insieme, in sicurezza, ci mancherebbe, magari assistendo a un ciclo di film in una sala con l’inevitabile distanziamento fisico ( come è giusto dire) e non sociale, come si continua a scrivere e a ripetere erroneamente per abitudine governativa. E ancora meglio se all’aperto. Basta un lenzuolo o una parete bianca e il film giusto da proiettare per grandi e piccini. E se dubbi su cosa scegliere non esitate a contattare Armando. Persona disponibile e un po’ la nostra enciclopedia del cinema in Basilicata. Per il resto vi invitiamo a leggere l’intervista realizzata da Donato Masiello. Buona visione…Anzi, buona lettura.

Il Cinema e la sua cultura non possono fermarsi
Di Donato Masiello

Rionero in Vulture. Sarà probabilmente il più longevo in regione il CineClub VITTORIO DE SICA Cinit, che ha sede a Rionero in Vulture. L’Associazione di cultura cinematografica opera non solo sul territorio regionale ma anche in Italia e rapporti esteri con Parigi, Locarno, e persino in Australia, ottenendo appassionanti effetti che coinvolgono diverse altre attività culturali. Una quarantina gli eventi di Cinema realizzati ogni anno. E in questi primi mesi dell’anno, prima che le attività si bloccassero per l’emergenza sanitaria, aveva già posto in essere e programmate numerose attività. Ne parliamo con il fondatore Armando Lostaglio, critico di Cinema e da alcuni anni presidente dell’Associazione, costituita 26 anni fa con un gruppo di appassionati, quando il Cinema Vorrasi di Rionero (irrimediabilmente chiuso da un decennio) era il fulcro delle proiezioni e dei seminari per le scuole. Lì il De Sica ha ospitato in questi anni una cinquantina fra attori, registi, critici a stretto contatto con il pubblico, esperienza unica: da Tinto Brass a Citto Maselli, da Gigi Magni a Michele Placido, e giovani registi come Winspeare, Scimone e Sframeli, Mereu e Labate, D’Alatri, Wetzl e molti altri.
Cosa avete realizzato in questi ultimi mesi?
“Intanto va detto che da sempre siamo collaborativi con altre Istituzioni e Associazioni culturali: abbiamo portato a conclusione il corso di cinema al Liceo artistico “C. Levi” dell’Istituto IS “G. Fortunato” di Rionero in Vulture con la dirigente Antonella Ruggeri e l’Associazione Manthano, con una rassegna di sei film sulla Donna nel Cinema lucano. Quindi, sempre in gennaio abbiamo promosso una breve rassegna con 3 film per celebrare i 100 anni di Federico Fellini: “Amarcord” proiettato nel bel teatro del piccolo Comune di Gallicchio, ed altri due a Rionero con la realizzazione di un video sul Maestro.”
Altre iniziative di Cinema?
“Sempre con le scuole abbiamo programmato la proiezione del cortometraggio “La vena giusta del cristallo” sul bullismo, presso l’Istituto Alberghiero di Melfi, presente il protagonista Nicola Roppo di Bari. Nonostante la paralisi di ogni attività, il De Sica ha realizzato 7 video di riflessione sulla emergenza sanitaria, con immagini di film storici in rete su TG7Basilicata. Mentre, da domenica 29 marzo e per 20 puntate quotidiane abbiamo promosso con BWebTV il Primo DOCUFESTIVAL “I Borghi d’Italia” un grande successo con migliaia di visualizzazioni.

Quali sono le attività che, pur programmate, non sono state finora realizzate?
“La XXVI Mostra CinEtica organizzata con il Vescovo di Melfi, mons. Ciro Fanelli persona di elevata sensibilità religiosa e culturale, e la poetessa carmelitana Cristina di Lagopesole: un ciclo di film sulla Fede, su figure carmelitani, oltre a “Chi è Dio?” (film storico restaurato dal Cinit – Cineforum Italiano cui mi onoro di essere vicepresidente nazionale). Abbiamo redatto le relative brochure e locandine. Ma è per ora solo rinviato.”
Collaborazioni a tutto campo dunque?
“Si, anche con la CISL regionale abbiamo messo in cantiere per la primavera la proiezione a Potenza del film di Ken Loach “Sorry We Missed You” quale base di riflessione su “Il lavoro che cambia, il lavoro che offende, nuove sfide per il sindacato”.
Mondo del lavoro, scuole, fede, un lavoro a tutto campo, dunque?
“Sempre con il Vescovo di Melfi mons. Fanelli avevamo promosso il film “Fratello Sole, Sorella Luna” di Franco Zeffirelli da proiettare nella Casa circondariale di Melfi, (per ricordare la scomparsa del Maestro) in un luogo che necessita di proficua attenzione culturale; e quindi a Gallicchio, con PresenzaEtica, rimane in programma la proiezione del film “Oltre il Giardino” (di Hal Ashby, ’79) per discutere di comunicazione e filosofia.”
I rapporti vanno anche oltre la nostra regione, parlacene.
“Il De Sica è da anni invitato a far parte di Giurie in Festival internazionali: dal Montecatini Film Festival diretto da Marcello Zeppi: è quest’anno la 71^ edizione, il Festival il più antico in Italia dopo la Mostra di Venezia. Anche Presidente della Giuria internazionale del Religion Today Film Festival di Trento (unico italiano) diretto da Andrea Morghen con la regista Lia Beltrami; sono componente della Giuria del Festival “Tulipani di Seta Nera” diretto a Roma da Diego Righini e Paola Tassone, con una appendice alla Mostra di Venezia con il Premio “Sorriso diverso”: una straordinaria esperienza promossa anche da RaiCinema, da Film Commission del Lazio e Università Cerca lavoro. Inoltre, a Lecce, la Apulia Film Commission lo scorso anno ci ha onorati di commemorare la scomparsa del regista “lucano” Luigi Di Gianni, che nel Salento aveva insegnato e realizzato importanti documentari di Antropologia visiva”.
All’estero invece?

“Restano proficui i rapporti con Parigi, mediante associazioni e il sito culturale web Altritaliani (cui collaboro da diversi lustri) che ci invitò 5 anni fa a presentare lì un nostro lavoro “Albe dentro l’imbrunire” sulla terza età. Con il Festival di Locarno dove una nostra iscritta è stata premiata con il Premio ISPEC Cultura. E l’Associazione Iraniana di Milano con la quale stiamo promuovendo il primo Nostalgia Film Festival, dedicato al nuovo cinema iraniano.”
E’ la Mostra di Venezia uno dei punti qualificanti del CineClub “De Sica”?
“Certo, per me è la 31 Mostra che seguo; e portiamo con nostri accrediti da 22 anni oltre venticinque appassionati (da Rionero e non solo), a stretto contatto con le attività della Mostra. Abbiamo quindi promosso col produttore lucano Gerardo Graziano la presentazione del documentario VENEZIA 4 SETTEMBRE diretto e montato da Felice Vino, (prodotto da BWeb-Tv e CineClub De Sica). Il film tratta della trentennale attività svolta dal De Sica proprio durante la Mostra del Cinema più antica del mondo: con immagini inedite da noi riprese nei decenni passati e con racconti estemporanei. Il documentario è un atto d’amore verso il Cinema secondo la personale esperienza, originato da una idea proprio del produttore Graziano. Il film ha riscosso notevoli consensi, alla presenza dell’assessore alla Cultura della Regione Veneto, Cristiano Corazzari, e del Rettore dell’Università di Venezia IUAV Amerigo Restucci. Ho inoltre presentato durante la Mostra il film THE KING OF PAPARAZZI di Giancarlo Scarchilli e Massimo Spada, prodotto da Francesco Di Silvio, originario della nostra regione che opera da anni a Parigi.”