… La prima ,da tutto esaurito, di ” Chitaridd Brigante materano” è stata come una ”sckppttèt”, come una schioppettata sparata a salve ( ci mancherebbe) ma fragorosa sul palco dell’ auditorium della parrocchia di San Giuseppe Artigiano. Una deflagrazione con tanto di fumo in canna che ha colpito e non poco i numerosi giovani intervenuti. E questo è un fatto positivo e incoraggiante, conquistati e coinvolti dal dramma storico in tre atti scritto ed elaborato dal paziente e bravo, attore e regista, Antonio Montemurro e portato in scena insieme agli altrettanto motivati attori di Talia teatro. Il personaggio, come abbiamo riportato nel servizio https://giornalemio.it/cultura/chitaridd-torna-con-talia-teatro-e-denuncia-i-paradossi-di-giustizia-e-legalita/ è fuori dalle righe e colpisce non poco quanti hanno letto o sanno poco di un periodo contrastato della storia postunitaria, come quello del brigantaggio e dei periodi successivi. Una pagina ”piena di dubbi”, di storie e di personaggi da reinterpretare,che ripropongono l’antico dilemmma tra giustizia e legalità. Il successo di ” Chitaridd” sotto questo aspetto riesplode sul palco da un vecchio fucile arrugginito, incrostato di rancori verso tutto e tutti, e con una forza di rinculo (non vi scandalizzate è un termine tecnico e vi invitiamo a sfogliare il vocabolario) esaltata dai dialoghi, delle scene, dai gesti rappresentati dagli attori. E così paura, sfrontatezza, dabbenaggine, impeto, scemenza e sciaguratezza e sfortuna ( Chitaridd è un concentrato di questi aspetti negativi), giochi di potere per i poderi e le proprietà si alternano nelle vicende di un ”brigante” che seguì fino in fondo il suo tragico destino. Un fato crudele ed efferato per quanto si vuole, finito nel sangue, fino all’oblio o all’esilio dei resti del Chita tuttora custoditi nel museo di Antropologia Criminale di Torino del professor Cesare Lombroso. Per i giovani e non solo è una pagina della città da approfondire, che ha creato – come abbiamo appreso dai commenti di fine rappresentazione, contrassegnati da una scarica …di applausi- suggestioni visive per via dell’ effetto scenico, venato di rosso, delle luci che incorniciano il palco dell”auditorium parrocchiale. Non è il caso di preoccuparsi. Chitaridd ha pagato nel sangue una vita sregolata ed estrema sempre appesa a un filo. Amen per la sua anima tormentata. Ma restano gli interrogativi su giustizia e legalità, morale, ipocrisia, diritti e doversi, potere e poderi che ammorbano la nostra giovane democrazia. I giovani devono prendere in mano il proprio presente e costruire il proprio futuro ma ci vuole la schoppettata dell’indignazione e dell’impegno che è nel reale e non nel mondo virtuale dei social o di testimonial spot che approfittano della scarso spirito critico di tanti per farsi i fatti propri. Siate un po’ ” Chitaridd”, un po’ briganti. Ne servono eccome. La storia insegna e i piemontesi sono sempre in agguato. Alcuni pronti a manipolare la nostra storia per razziare risorse anche in nome della cultura, favoriti e circondati da quell’humus putrido e ruffiano di maneggioni e facciatoste locali che, per il classico piatto di lenticchie hanno venduto e svenduto memoria e anima cittadina. Sveglia, allora, e basta con i cervelli all’ammasso. Ma aprite il vostro, se vi va, al dramma in tre atti di Talia Teatro, che sarà riproposto il 12 gennaio prossimo, stessa luogo, stessa ora e stessa sckppttet…