mercoledì, 19 Giugno , 2024
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Chiara Dello Iacovo: da The Voice a Sanremo

Ha solo venti anni ma a sentirla parlare ne dimostra almeno il doppio in esperienza.

E’ Chiara Dello Iacovo, classe 1995, capelli corti, sorriso dolce, occhi grandi sul mondo ed un sorprendente linguaggio forbito.

Fresca di Sanremo, dove ha vinto nella sezione “ Nuove Proposte” con la canzone Introverso è, senza ombra di dubbio, una delle  piacevoli sorprese nel panorama dei cantautori e della famosa edizione canora appena conclusasi.

La incontriamo a pochi giorni dal successo del palco dell’Ariston a Matera, nella libreria Mondadori nella centralissima via del Corso, dove, tra tantissime  fans, presenta il suo primo album, “Appena Sveglia”.

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E continua a sorprenderci, quando, imbracciata la sua chitarra , va alla ricerca nella tasca della custodia dello strumento, di un plettro che dopo numerose ricerche ritrova tra lo spazzolino da denti ed un pacco di fazzoletti di carta.

Nel mentre, notiamo che ha un appunto scarabocchiato sulla mano sinistra e al collo le chiavi  di casa.

Ed è  nel disordine di una ventenne, nella confusione della sua speciale  “borsa”, nell’intensità dei testi delle sue canzoni che  si ha (la bella) impressione di trovarsi di fronte ad un’artista di caratura rara di cui sentiremo spesso parlare.

Chiara e la musica. Ci racconti il tuo mondo?

Beh sono un Toro, astrologicamente parlando. E pare che i nati sotto questo segno abbiano una predisposizione per il canto. La musica la conosco bene. Tanti anni di conservatorio e un rapporto privilegiato con il mio pianoforte. Canto da quando avevo quattordici anni e suono il piano da quando ne avevo otto. A quell’età credevo che tutti i cantanti scrivevano le loro canzoni. Naturalmente questo non è vero. Ma io le scrivevo perché non avendo una grande voce pensavo che se avessi scritto i testi sarei stata avvantaggiata, poi, nell’interpretazione.

Hai partecipato alla scorsa edizione di The Voice of Italy, dove hai stupito tutti con la tua semplicità e grande professionalità. Poi il pubblico di Sanremo. Come haivissuto le due esperienze?

In The Voice, essendo un programma registrato in uno studio televisivo, hai l’impressione che quel pubblico non sia lì per te. Inoltre il fatto di cantare canzoni di altri artisti ti mantiene sempre un po’ più distaccata.

Sanremo, invece, sarà che ci si trova in un teatro in cui già l’atmosfera è magica e con il pubblico, nonostante anche in questo caso non è venuto apposta per te,  c’è molta più interazione, più energia, più magia. Fa vivere il tutto in maniera più vera.

Il tuo primo album si chiama “Appena Sveglia” . Come nasce il CD.

Il titolo  è arrivato dopo diversi mesi che provavo a cambiarlo. Una mattina, una delle ultime utili per consegnare un titolo alla casa discografica, andando in cucina per fare colazione, ancora in pigiama e con i capelli arruffati dissi alla mia coinquilina: lo chiamerò Appena Sveglia il mio album. E dato che l’intuito arriva sempre un attimo prima della razionalità, mi sono resa conto che era proprio quello che volevo trasmettere con le mie canzoni. Una sensazione di “ingresso” ma anche di “spontaneo.

 

La “freschezza” dei testi sembra essere il filo rosso che lega tutti i brani dell’album.

Credo sia quella freschezza che si mette in brani che non sono scritti e cantati per vendere ma essendo stati concepiti in tempi non sospetti risultano senza orpelli. Il Cd raccoglie brani scritti da 17 anni ad oggi.

I cantanti che a Sanremo ha preferito?

Noemi e Arisa. Le stimo molto e sono davvero una forza.

Quando ha scritto la canzone che poi ha portato a Sanremo?

L’ho scritta mentre partecipavo a The Voice e quell’intro-dentro-verso rappresenta appunto l’introspezione rispetto al mondo di plastica e finto che ti impone determinate regole.

Il famoso cellophane con cui ti sei avvolta a Sanremo?

Esatto!

Cosa ti sei portata in valigia dall’esperienza sanremese?

In realtà non ho avuto ancora tempo per somatizzare tutto, perché  il giorno dopo sono

stata a Domenica In e il lunedì sono partita subito con il tour store.

Di sicuro ho  portato a  casa un sacco di autostima, di affetto e di stima da parte di quelli che adesso mi sento di definire “colleghi”. Perché al contrario di The Voice in cui ero costretta a cantare ed interpretare brani di altri e quindi anche quando mi facevano i complimenti non me li sentivo mai in pieno diritto di riceverli, finalmente a Sanremo ho potuto portare quello che creo io.

Sei mai stata a Matera prima d’ora?

Ci sono stata da piccolina con i miei genitori. Avevo otto anni praticamente mi ricordo pochissimo. Non vedo l’ora di fare una passeggiata tra i Sassi e di ammirarla domattina quando ancora la città sonnecchia.

“Appena sveglia” mi hanno detto che è straordinaria.

 

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Anna Giammetta
Anna Giammetta
Giornalista freelance . Tra le collaborazioni, Il Quotidiano della Basilicata, Avvenire, Il Fenotipo (periodico dell'Avis Basilicata), Fermenti (periodico Diocesi di Tricarico), Infooggi.
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