Passione e Natività insieme in cattedrale? Beh, sulle prime ci è sembrata una goliardata e poi durante la Settimana Santa? Ma il racconto di Bruno Francione, materano con Matera nel cuore fra culto delle tradizioni, teatro in vernacolo, festa della Bruna e braccia dedite al volontariato, ci ha incuriosito non poco. E allora, come san Tommaso, e buona prassi giornalistica, sono andato in cattedrale e mi ha colpito e non poco quel presepe della Passione, realizzato con impegno e creatività insieme agli ospiti della Casa dei Giovani.

Le scene di quello che visse il figlio di Dio prima di sacrificarsi per sè e per gli uomini ci sono tutte e con dovizia di particolari. Una sequenza di ”diorami”, di episodi rappresentati in una scenografia della Gerusalemme dell’epoca…che sono i nostri rioni Sassi (si scrive con la ”S” in maiuscolo, lo diciamo a somari e grafici da diporto) con l’umanità, la religiosità intrisa nella pietra e nel tufo, negli occhi e nel cuore di popolani, artigiani, figuranti e in quello dei persecutori, destinati poi a ricredersi. E il ‘Presepe di Passione” della Casa dei Giovani è come sfogliare tutte le pagine di quell’ultima sera : dall’ultima Cena con gli Apostoli a quello che sarebbe accaduto nella notte con il tradimento di Giuda, Gesù arrestato come e peggio di un malfattore, costretto a portare la Croce e ad essere fustigato, sorretto in quel Calvario dalla compassione di alcuni, mentre altri che lo avevano acclamato lo rinnegavano, fino all’epilogo del Golgota. Un luogo di riflessione, di Passione, con la Madonna in preghiera, i soldati romani in ginocchio per un atto consumato, secondo la ‘volontà di Dio’ e i peccati degli uomini, fino alla Resurrezione.

E in questo il presepe dei ragazzi della Casa dei Giovani, impegnati in un percorso di redenzione e di ritorno alla vita dopo, una vita di errori e di sofferenze, lancia un messaggio preciso per tutti, che passa dalla Natività alla Passione alla luce della Pasqua. Ad accenderla nei cuori, negli occhi e tra le mani di ragazzi e ragazze della Comunità di contrada Rondinelle un materano come Bruno Francione, che ha messo volentieri a disposizione passione…per la manualità, quella per il presepe, la cultura delle tradizioni e fede perchè devoto alla Protettrice di Matera Maria Santissima della Bruna. Il risultato è un’opera unica ed esemplare in mostra, nella navata centrale, accanto al portone principale di ingresso alla Cattedrale, e davanti all’altare della Madonna della Bruna.

Una scelta precisa, ma anche un segno di continuità con un passato e una storia millenari che non possono essere cancellati. Bruno e i ragazzi della ”Casa del Giovane” hanno lavorato sodo modellando materiali innovativi e della tradizione, che segnano ambienti e protagonisti del presepe. Somiglianze? Tante, se le cercate. E del resto Natività e Passione fanno parte dell’anima della Città dei Sassi e del rupestre, oggetto di rappresentazioni sacre da parte di associazioni come il Gruppo Teatro Matera. Quando gli antichi rioni di tufo erano nel degrado e nell’abbandono, e l’unico film ispirato a temi biblici era stato ”Il Vangelo Secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini. Una Matera vera, semplice, con le sue sofferenze e le sue speranze come adesso, ai tempi dell’epidemia da virus a corona e con le restrizioni da confinamento da domiciliare. Quel presepe della Passione è una testimonianza di fede, per ricominciare, ma tenendo ben stretti anima e cuore del passato. Resurrezione possibile, con l’impegno di tutti partendo da quelle piccole luci accese nei vicinati del presepe della ”Casa dei giovani” che entreranno , nei siamo certi, in tante case dei materani.