mercoledì, 19 Giugno , 2024
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Caterina Ambrosecchia a Torino, e poi a Matera, con “La prima immagine di Lei”

Un’altra storia, di quelle forti, che scavano nell’anima e nella storia di donne che si trovano davanti a un bivio, spesso sole a decidere e che segneranno per sempre la loro vita e quella di quante ne raccolgono l’eredità. E ”Maddalena di Dio”, protagonista del romanzo ” La prima immagine di lei” ,della scrittrice materana Caterina Ambrosecchia, è figura che farà riflettere i lettori del Salone del Libro di Torino, nel padiglione della Regione Puglia domenica 12 maggio, e poi sabato 18 a Matera a Palazzo Bernardini, per la carica emotiva che porta con sè, pagina dopo pagina. E, del resto, l’immagine di copertina, della editrice Gelsorosso, ne è la conferma. Con una donna seduta a capo chino su una sedia a pensare, tra sensi di colpa e mille ‘perchè?”, che la rincorrono ogni qualvolta pensa al visino di quella bambina, lasciata davanti alla basilica di San Petronio, il santo ‘giusto’ dei bolognesi. I petroniani che hanno saputo costruire e ricostruire pietra su pietra, come quella bimba abbandonata legata a una memoria, a un destino che attende di essere compiuto. Ricordando, forse, ”Maddalena” e quello che ha rappresentato come donna e come seguace di Cristo, tra le poche ad assistere alla Crocefissione e alla Resurrezione. Tutto scritto. Forse. Ma vi invitiamo a leggere il romanzo di Caterina Ambrosecchia per saperne di più.

SINOSSII: Il rumore di passi affrettati riempie le strade umide e mute di Bologna. Una donna, sola nel chiarore dell’alba, percorre via San Vitale. Le braccia esili ma forti come radici cullano una bambina. La donna ora è ferma, gli occhi umidi fissano spenti il portale della basilica di San Petronio, dove è diretta.
Un ultimo bacio sulla piccola fronte, un’ultima visione di quel volto candido, poi si guarda intorno e guardinga si disperde tra le strade porticate della città.
Così ha inizio la vita di Maddalena Di Dio.
La bambina cresce in istituto tormentata da quell’antico rifiuto che in lei ha scavato solchi profondi che la imprigionano. Ormai adulta, l’incontro casuale con Pietro le regala un’inaspettata gravidanza che decide di portare a termine da sola con l’illusione che sia quell’occasione di libertà in grado di trasformarla in ciò che non è mai stata.
Il suo passato, però, entra in collisione con il presente. La nascita di Marta, infatti, acuisce tutte le paure, le manie e le ossessioni di Maddalena. Niente può salvarla dalle proprie dipendenze e dal senso di inadeguatezza, nemmeno la presenza di Niccolò che irrompe nella sua vita.
La fuga di Marta fa da spartiacque alla narrazione. Ora è Marta a dar voce ai suoi ricordi e all’attualità della sua vita, regalando alla storia un finale profondo, denso e inaspettato.

LA BIOGRAFIA

Caterina Ambrosecchia
È nata a Matera, dove vive e insegna Scienze umane e sociali e Psicologia.Laureata in Filosofia presso l’Università degli Studi di Bari, ha pubblicato Sedano 40, una raccolta di aforismi e brevi racconti, e Ibraforever. Manuale semiserio di un’amante del calcio, un libro sul mondo del calcio e della scuola.Con la Gelsorosso ha pubblicato: La donna giusta (2017) e Sette secondi (2018).Nel 2020 il suo racconto “Il viale delle nuvole soffici” è stato inserito nell’antologia Futuro anteriore. La vita che verrà in 21 racconti a cura di Michele Marolla, edito sempre dalla Gelsorosso.La prima immagine di lei è il suo terzo romanzo.

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