La passione per i veicoli d’epoca è quasi un tutt’uno con la Basilicata, per la storia che la contrassegna,che per la memoria di una popolazione sempre più anziana (purtroppo è così) che è un vero e proprio archivio vivente, da preservare. I racconti di padri,madri e nonni sfogliando foto in bianco e nero o riviste, come “Auto d’Epoca” di novembre-dicembre 2020, procurano davvero emozioni sull’onda dei ricordi.


Un servizio, tra i tanti della interessante rivista che acquistiamo periodicamente, ci ha colpito e così i parenti che erano con noi, con lo sguardo bloccato sul Fiat 507 ”corrierina” descritta da Gian Paolo Arborio. Un mezzo di trasporto pubblico e versatile, di un secolo fa, definito dall’autore come ”L’Essenziale”. E subito da parte nostre, e in coro, l’esclamazione: ma è ” U’ Pustalin” restaurato, conservato dalle autolinee Nolè di Salandra (Matera) per aver servito quella linea della collina materana fino alla stazione e ritorno e raggiunto Bari, passando per Matera. Un modello, in questo caso siglato come Fiat 505 F targato MT 26, prodotto tra il 1921 e il 1925 e pronto – non appena la stagione dell’epidemia da virus a corona- per festeggiare il secolo di attività.

E ”U Pustalin” ne ha di storie da raccontare quando si inerpicava per le strade polverose del tempo, come doveva essere il percorso che nel film ” Cristo si è fermato a Eboli” di Francesco Rosi portò il confinato politico Carlo Levi dapprima a Grassano e poi ad Aliano. Una ”corrierina” da premio alla carriera, o alla corriera se preferite, per i trascorsi cinematografici, che portava con sè la storia di tanti, tra speranze, delusioni, come erano le lettere custodite nel sacco delle “Regie Poste Italiane” e poi nella Repubblica di ” Poste Italiane”. Altri tempi. Per un mezzo che raggiungeva l’ebrezza dei 50 kmh ! e con un comfort davvero ”essenziale”.

U’ Pustalin è un mezzo che merita rispetto e che fa davvero tenerezza quando, e lo abbiamo constatato durante alcuni raduni di veicoli d’epoca, si aziona la trombetta o l’indicatore di direzione. Ed è una festa se c’è un evento nunziale, come la scorsa estate a Matera presso i ”Giardini di Venusio”, con l’immancabile richiesta dei convitati di fare un giro o di scattare una foto al volante.

Lo attendiamo in Primavera per festeggiare insieme un secolo di storia dei trasporti su gomma di Basilicata . E con lungimiranza può diventare l’emblema del turismo sostenibile, come una volta. Quegli scoppiettii a marce ingranate della nostra corrierina ”azzurra”,che invitano a soffermarsi sul paesaggio o sullo sguardo di capi di mucche podoliche incrociate lungo le ”provinciali” che portano ai centri della collina e della montagna materana, possono essere il segno di una riscoperta e di un progetto di speranza da alimentare. Un invito ai privati a restaurare altri mezzi, a riattivare caselli ferroviari lungo linee dismesse, rimesse e a valorizzare quanto messo in luce dagli animatori dei Parchi letterari. Il 2021 della ripresa può essere anche questo con un tributo al ”Pustalin” e alla storia che porta con sè.

DAL SITO DELLE AUTOLINEE NOLE’ www.autolineenolè.it

Il Pustalino è un autobus o “corriera” del 1926 completamente restaurato.
E’ stato interamente restaurato ed è oggi un ottimo mezzo di promozione e comunicazione.
Viene utilizzato infatti per riprese cinematografiche e promozionali.
Le concessionarie auto e veicoli industriali lo usano spesso come attrazione per le proprie campagne di promozione.
Nelle riprese video in bianco e nero riproduce esattamente il contesto degli anni ’30 fino agli anni ’60.
“https://www.autolineenole.it/catalogo/P_3825169/noleggio-d-epoca-il-pustalino.html” /
Qualche info sul Pustalino
Il telaio ed il motore furono costruiti dalla nota casa automobilistica italiana F.I.A.T. e la scocca fu realizzata dalla Carrozzeria Cesaro di Torino.

Si tratta di un torpedone totalmente in legno e ricoperto da lamiere.
Il motore 6 cilindri a 4 tempi faceva raggiungere una velocità massima di 40/50 chilometri orari. Nr.14 posti a sedere, guida conducente a destra, frecce a bacchetta, sospensioni a balestre, ospitava il vano per imbucare la posta (per questo veniva chiamato il “pustalino”).
Gli interni sono rigorosamente in legno e la selleria in cuoio rosso.

Targato MT 26 presso la Prefettura di Matera, effettuava il trasporto pubblico da Salandra allo Scalo ferroviario ed una coppia di corse settimanali per raggiungere Bari Stazione passando dai Sassi di Matera. Il Pustalino è stato utilizzato fino al 1968.

Ringraziamo Sergio Forte per aver fornito le foto del servizio.