Un maestro di 27 anni, Rocco Scotellaro, che legge ad alta voce ” Il Cristo” di Levi per i compagni di cella, i braccianti del Materano che non sapevano nè leggere e nè scrivere, ma che videro nella lettura, nell’istruzione una forma alta di riscatto e di libertà.

E’ uno spaccato del monologo ”Il sindaco contadino” che l’attore lucano Ulderico Pesce reciterà domenica 27 settembre, alle 18.00, nel chiostro dell’ex ospedale e carcere di San Rocco, partendo da quella ”camerata n.7”, descritta e riconosciuta dal compagno Domenico Giannace che nel periodo di detenzione dell’illustre personaggio tricaricese, dal 9 febbraio al 25 marzo 1950, fu fortemente motivato a studiare e ad imporsi negli anni a venire nei settori sindacali e politici.

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Ulderico Pesce reciterà nel monologo la testimonianza di Francesca Armento, che ricorda l’impegno politico di un figlio prematuramente scomparso. Un ricordo che l’ultima edizione degli editori Laterza non ha previsto.

”Un peccato -ha ricordato Pesce- spero che ci sia nella prossima. Porterò questo lavoro a Roma al Teatro Argentina. Mi piacerebbe che questo diventasse un luogo identificativo, perchè parte della storia di questo territorio. Matera 2019 è una opportunità. Ma la Basilicata è distratta… Figure come quella di Rocco Scotellaro aiutano a migliorare l’essere umano e se c’è un ‘socialismo evangelico’ si impara a rispettare gli altri”.

Uno spettacolo da seguire che segue all’ottimo lavoro edito da Edizioni Giannatelli ”Il Prezzo della Libertà. Lettere da Portici” di Pasquale Doria e l’allestimento della mostra fotografica e di documenti  con l’ apporto della Soprintendenza ai Beni artistici e storici di Basilicata nella Camerata n.7 dedicata al sindaco poeta, politico e contadino.

Peccato che non ci siano risorse sufficienti per assicurare la fruibilità dei luoghi – come ha ricordato l’architetto Biagio Lafratta, che sta portando avanti un ottimo lavoro di promozione di un sito recuperato e divenuto un piccolo Beabourg della Città dei Sassi.

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Le pareti della Camerata n.7 offrono tanti spunti di riflessionie tra foto, documenti, piante, scorci di una vita limitata dalla sbarre ma libera di pensare all’amore come descritto in alcune poesie ”Io sono uccell di bosco..Una casa dietro ai cipressi del carcere….il sole viene dopo”.

E i raggi di quel sole tornarono a brillare dopo il proscioglimento delle ingiuste accuse di corruzione nei confronti di Rocco Scotellaro, che ha lasciato idee ed esempi concreti di come la buona politica può servire bene comunità e territori.