A sentire gli organizzatori nella conferenza sampa convocata in Municipio e il profumo di stampa della elegante veste grafica del trimestrale n1 ” Coscienza dell’uomo” si ha l’impressione, concreta, di essere davanti a una grande sfida nella città che il prossimo 19 gennaio ufficialmente indosserà i panni, in senso figurato, di capitale europea della cultura 2019. E lo diciamo con convinzione per quello che hanno detto gli organizzatori, che hanno condotto un interessante lavoro di ricerca, aperto alle riflessioni del pubblico italiano e straniero che visiterà l’articolato programma di mostre fotografiche o parteciperà a workshop o seminari. La fotografia ha un suo linguaggio e bastano gli occhi di un bimbo, sorridenti o imploranti, il volto corrugato di una anziana, l’abbraccio di due giovani con il cuore innamorato su uno sfondo di pace o il sorriso di due ragazze libere di manifestare la propria indipendenza, per tirare fuori tutto uno spaccato di sentimenti, luoghi, contesti, che parlano dell’uomo e della loro coscienza. .Del resto dalle questioni migranti allo sfruttamento, dalla globalizzazione al sovranismo la sequenza di scatti che da sabato 12 gennaio invaderà Matera, ”Visitors’ di Alberto Dubini presso il Cine Sud di via Passarelli e “Contro la guerra.Ritratti dell’infanzia negata “di Pino Bertelli presso L’Ospedale san Rocco, sono un assaggio del progetto organizzata dal Matera International Photografy ( MIP) , Cine Sud, del regista Francesco Mazza e Maurizio Rebuzzini ( Art Director del Progetto), Scatti in bianco e nero e a colori relativi alle culture del Sud del mondo e non solo ma anche di quelle evolute che rischiano di perdere anima e identità.”Il progetto, che si ispira a “ The Family of Man “ ( La famiglia dell’uomo) di Edward Steichen -come abbiamo riportato in altro servizio- vuole essere un punto di vista autorevole e autonomo, rispetto agli stereotipi più usuali della fotografia, intesa come fatto estetico. Propone opere fotografiche che invitano a prendere coscienza di quello che accade nel Mondo, secondo un pensiero filosofico che si rifà agli italiani Pier Paolo Pasolini ed Ernesto De Martino che da esperienze opposte, compiute 50 anni fa a Matera e in Basilicata, tirarono fuori con studi, bozzetti, video e immagini uno spaccato ”antropologico e sociologico” della coscienza di un mondo oggi scomparso. Ma non è detto che alcuni di quegli aspetti non siano stati ”catturati” dai fotografi che hanno dato vita all’interessante e autonomo progetto su Matera sostenuto da realtà imprenditoriali del mondo della fotografia. E del resto i lavori di qualità si ottengono oltre che con professionalità, pazienza, umiltà, un pizzico di ambizione, con attrezzature innovative e all’avanguardia. E’ chiaro che ogni fotografo è affezionato o si trova meglio con questo o quel modello, magari datato, ma affidabile e professionale.Ed è quello che conta. Poi la domanda curiosa del dilettante ci sta tutta…e fa scaturire altre storie, legate – guarda caso- alla coscienza dell’uomo. Il percorso progettuale è interessante. Da domani le prime mostre e i primi dibattiti. Poi seguiranno quelli tematici con Fabrizio Jelmini ( Favela ) e Gianluigi Colin ( Caos apparente )dal 13 gennaio al 10 febbraio presso ex Ospedale S. Rocco. di Nino Bartuccio ( Nega ),dal 16 febbraio al 10 Marzo presso Galleria Arti Visive; Danilo De Marco ( Le parteras. Le eroine delle Ande ),dal 2 al 31 Marzo ,presso Le Monacelle; Franco Canziani e Marco Moggio ( Fahreneit 451 ), dal 3 al 31 Marzo presso Galleria Cine Sud; Franco Zampetti ( Visioni Zenitali ) e Gian Butturini ( London & Daiquiri ) dal 16 al 28 Marzo, ex Ospedale S. Rocco. Un progetto dalla identità e con un percorso altrettanto precisi.Auguri!