Lo ricorderete senz’altro quel grido di allarme lanciato nello scorso mese di maggio dall’architetto Pietro Laureano contro la vendita e il degrado delle ” Gualchiere” di Firenze. Ce ne occupammo https://giornalemio.it/cultura/laureano-perplesso-gualchiere-in-vendita-e-un-errore/ e contribuimmo ad alimentare un movimento di opinione che qualcosa riuscì a smuovere, fino al recente invito dell’indomito architetto- autore della relazione che 25 anni fa portò alla iscrizione dei rioni Sassi e dell’Habitat rupestre nel Patrimonio Unesco-sulla necessità di mobilitarsi ulteriormente per un luogo del cuore Fai. Come? Ma cliccando sul sito del Fondo Ambiente Italia per farlo salire in cima a una graduatoria che può portare alla salvezza, restauro e valorizzazione dei luoghi. Forza allora. Matera ha votato in passato per Santa Maria della Valle, la cattedrale del rupestre, e per arte e ambiente ha un cuore che continua a pulsare.
L’APPELLO DI PIETRO LAUREANO
sarei grato se potessi dedicare un minuto del tuo tempo per votare sui luoghi del cuore FAI per le Gualchiere di Remole, Firenze. 
Occorre cliccare al seguente link, digitare Gualchiere di Remole nel tasto ricerca e poi votare. In questo momento Le Gualchiere hanno 312 voti e sono al 41° posto. Aiutiamole a fare di più.

https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/i-luoghi-del-cuore/cerca-un-luogo?search=

Le Gualchiere sono un complesso monumentale del 1350 lungo le sponde dell’Arno di proprietà del Comune di Firenze in un deprecabile stato di abbandono. Costituiscono una macchina ambientale straordinaria per produrre energia pulita da utilizzare nella lavorazione delle lane e come mulini. Questo capolavoro di ingegneria idraulica fu studiato anche da Leonardo da Vinci che propose impianti simili a Milano e fu frequentato dagli artisti del Rinascimento tra cui il Masaccio che vi andava a provare le tinture. Con la sua attività è stato alla base della fortuna di Firenze e della ricchezza dell’Arte della Lana che ne era proprietaria e che finanziò la costruzione della Cupola del Brunelleschi.
E’ un esempio straordinario di opificio e piccolo borgo formato da una  parte monumentale con due torri affacciate sull’Arno, case medievali e un sistema di canalizzazioni e prese d’acqua. 
Grazie alla sua sapiente collocazione e fattura ha resistito all’abbandono dopo l’alluvione di Firenze ma rischia ora la distruzione per sempre.

Pietro Laureano