Una cosa la voglio fare a nome di tutti noi che scrivono su questo blog: augurare un buon 2016 a tutti, a noi, ma soprattutto a voi che, in tantissimi e sempre di più, scegliete ogni giorno di affacciarvi in questo luogo virtuale e leggete, approvate e/o disapprovate, commentate e magari condividete.

L’augurio, come da prassi,  è che l’anno che sta per arrivare sia un pochino migliore di quello che ci lasciamo alle spalle…anche a dispetto dello scenario in cui siamo immersi che non è proprio dei migliori e non aiuta a buoni auspici.

Lasciamo, infatti, un’anno tinto dal rosso del sangue delle tante vittime di guerra in Medio Oriente e di quelle parigine (da Chiarlie Hedbo al Bataclan). Un anno che ha visto un esodo quasi biblico verso un’Europa (spaventata e non sempre –purtroppo- ospitale) di profughi che da quelle guerre fuggono con la tragedia nella tragedia dei tanti, troppi, corpi di bimbi morti e adagiati sulle spiagge del mediterraneo.

Un anno che si chiude costringendoci alla consapevolezza di essere oramai borderline nel quotidiano abuso ai danni del nostro pianeta da parte di un “progresso” poco compatibile con la natura e che sta mettendo in gioco la nostra stessa sopravvivenza in nome di un profitto senza rtica alcuna. Non solo in Cina, anche nelle nostre città, oramai l’aria è diventata irrespirabile.

Guerre, inquinamento ed alimentazione pongono questioni esistenziali a noi tutti e richiedono una partecipazione più attiva e critica alle scelte politiche mondiali che non possono essere –come è ora- appannaggio delle grosse multinazionali e della finanza.

Ed è sempre in ragione di questi interessi egemoni e della loro ideologia (il liberismo) che peggiorano anche le condizioni di vita quotidiane, con la riduzione dei diritti democratici e di quelli del mondo del lavoro a seguito di decisioni dei governi nazionali che eseguono “i compiti” che gli vengono assegnati.

Questa ideologia egemone ed incontrastata non pone al centro delle decisioni (economiche, politiche, sociali) l’uomo ma il profitto. Che non è proprio un dettaglio trascurabile. Ed è una ideologia che per i danni che sta arrecando necessita di essere contrastata e battuta. Prima che sia troppo tardi.

Ma non sarà cosa facile. In alcune parti (Grecia, Spagna) qualcosa si muove ma è poca roba. A livello politico sarebbe, infatti, un compito  tipico della sinistra che ha però abdicato al proprio ruolo critico, specie in Italia.

Al momento l’unica voce autorevole che si leva contro questo sistema capitalistico, individuato esplicitamente come causa delle diseguaglianze e delle guerre è quella del Papa. E meno male che “Francesco c’è” altrimenti non se ne parlerebbe nemmeno.

Il 2015 ci consegna anche nel piccolo  la miseria di una politica di piccolo cabotaggio, litigiosa ed incapace di essere all’altezza del governo anche delle piccole cose quotidiane.

Ed allora che fare? Piuttosto che abbandonarci alla disperazione, se vogliamo che l’anno che verrà possa portare qualche frutto migliore è forse il caso che tra i buoni propositi mettiamo anche una nostra maggiore attenzione (e partecipazione attiva) alla vita politica.

Perché è essa –anche se non lo vogliamo ammettere- che decide della nostra vita nel piccolo delle nostre Città e nelle dimensioni superiori (regionali, nazionali e sovranazionali).

Aiutiamoci da soli dunque…con il pensiero e con l’azione quotidiana. Non aspettiamo che giunga qualcun altro a toglierci le castagne dal fuoco.

Da questo blog cercheremo, nel nostro piccolo, di essere sempre più testimoni e protagonisti con voi tutti di quanto ci accade intorno.

E speriamo che tutti insieme ce la caviamo….al meglio possibile!

Auguri di cuore. E buon 2016 con Giornalemio.it!