La rima del titolo ci sta tutta per parlare di ”Matera paesaggi dell’uomo” .Quando ci sono passione, professionalità, pensiero e azione, mutuando una volontà risorgimentale, e allora viene fuori la vera anima di Matera quella offuscata durante l’anno straordinario da capitale europea della cultura, con una sovrapposizione sovraesposizione di eventi, difficile se non impossibile da seguire, che ha lasciato il passo a un 2020 dalle buone potenzialità e con la serenità giusta per apprezzare lavori e produzioni locali interessanti. E così è stato per la presentazione, a Palazzo Lanfranchi, dell’ultimo lavoro ” Matera paesaggi dell’uomo” https://giornalemio.it/eventi/presentazione-del-libro-matera-paesaggi-delluomo-di-michele-morelli/ del fotografo materano Michele Morelli, con testi della perspicace archeologa Isabella Marchetta. Pagina dopo pagina si susseguono le immagini della Matera vissuta con i suoi abitanti, i turisti, il suo ambiente rappresentati in momenti ”naturali”, che possono sembrare inediti o sorprendenti, come la mamma sorpresa a cambiare il piccolo, sull’improvvisato fasciatoio di una panca della sala Levi, e proprio sotto lo sguardo di una madre del mondo contadino rappresentata nel ”telero” Italia ’61. E non è la sola che Michele, con l’approccio delicato e senza spettacolarizzazione che contraddistingue il suo modo di scattare, ha riprodotto nel suo giro paziente tra insediamenti rupestri, la Civita e i Sassi, Il carro della festa della Bruna, il sistema di raccolta delle acque, i misteri e la storia dei palazzi della Civita, fino ai nuovi quartieri e ai borghi del risanamento (incompiuto) degli antichi rioni di tufo e alla sostenibilità, sperando che l’uomo non la devasti, dei parchi. Immagini supportate con l’approfondimento delle parole di Isabella Marchetta, che invitano alla riflessione e offrono spunti per immaginare, conoscere e, chissà, riproporre spazi e contesti da recuperare che appartengono a mappe, immagini e ricordi della storia, proposti anche nella corposa produzione utraventennale di Altrimedia. Vi proponiamo un commento su ”I giardini pensili” dei Sassi, ormai una rarità . ” Matera giardini di pietra. Matera giardini pensili di verde. Prima ancora d’essere di pietra, così bianchi e desolati come oggi, erano orti arrampicati al mondo delle case. Ne sopravvivono pochi, giacchè furono in parte licenziati per cortiletti e terrazzi lastricati con il cotto sopra le guaine impermeabilizzanti. Piantare qualche albero nei Sassi, in memoria di quel che fu, potrebbe essere un’idea di meritoria. Nel contempo ricordiamo la bellezza del Terzo Paesaggio che ci ha conservato il toponimo del quartiere Le Malve o del fico selvatico a capolino sui muretti a strapiombo e della svettante ferula”. Ce n’è d’avanzo per rimuovere (se c’è volontà) situazioni di abusivismo e per dar corso a un programma di arredo urbano. Passa parola ad amministratori, operatori economici, cittadini dal pollice verde e via coinvolgendo.

Del resto per investire in bellezza basta poco come ha ricordato con un pizzico di ironia l’editore Vito Epifania, presentando la serata in una sala Levi strapiena. ” Il 2019 è passato ma si va avanti-ha detto Epifania, ricordando di non avere 58 milioni di euro per sollevare il mondo. E auspico per il 2020 investimenti in qualità. Questo libro, Matera paesaggi dell’uomo, è un esempio di esperienza culturale e politica. Ogni pagina ha materia per fare, riflettere, difendere o migliorare. Parlano di Matera e di un patrimonio che deve andare oltre l’immagine cartolina. Tocca ai materani in primis e a quanti vogliano conoscerla, viverla,attingere a pieni mani alla sua storia, alla sua cultura”. Una scommessa e una eredità per i giovani, come hanno ricordato Maristella Trombetta e Rossella Montemurro, che hanno presentato il libro con la consueta sensibilità e amore per la città. E di giovani , insieme a tanti amici fotografi, alla presentazione ce n’erano davvero tanti. Un gruppo incrociato all’ingresso di Palazzo Lanfranchi si è informato cosa ci fosse e si pagasse…memori della equivoca gabella dei passaporti nei musei statali. Presentazione del libro gratuita ragazzi. Ma visitate le mostre allestite ai piani superiori d Palazzo Lanfranchi e gli altri musei cittadini. Un prezzo del biglietto, davvero irrisorio, per conoscere quello che abbiamo, che è davvero tanto. Passaparola.