Dad..dadaismo? Magari. Sarebbe stata creatività artistica. Ma Dad, purtroppo, è quell’ asettico e alienante acronimo di didattica a distanza che ha fatto perdere gran parte (stabilite pure la percentuale) delle esperienze di vita, di formazione e crescita in classe, con docenti e coetanei, ai nostri ragazzi. Costretti a casa, per lungo tempo, davanti a un computer e con la mamma- spesso nella doppia funzione di insegnante e madre-a barcamenarsi tra tante situazioni nella scala del grigiore domestico. Servono colori ed esperienze sul campo, all’aria aperta, in sicurezza naturalmente, ma in strada, nei prati, a sentire profumi e a seguire il volo di insetti e falchi grillai e con un pennello e secchio di colore alla mano. A ricordarcelo Monica Palumbo, che ha scritto un interessante articolo sul sito https://materaperbambini.it/guida-street-art-matera/ riepilogando quanto è stato fatto a Matera con l’arte di strada e quanto si può fare.
“Come docente di Storia dell’Arte . scrive Monica. ho sempre prestato particolare attenzione verso altri Paesi europei alla ricerca di modelli scolastici da imitare; in particolare, sono una sostenitrice dell’importanza di dare una formazione scolastica non soltanto nozionistica ma anche esperienziale, ben consapevole che la mancanza di strutture e fondi di investimento costituisce un limite a tale possibilità” . Non si è mai persa d’animo e ne siamo testimoni. Per cui enti, privati, famiglie pensino a una Matera dai colori della sostenibilità e dalla liberazione dall’epidemia da virus a corona. Cominciamo dai muri esterni di scuole, asili e via elencando. La maestra Monica è già pronta e voi?