Chiese rupestri, masserie fortificate,basiliche, gravine ma se volete scoprire e ripercorre la storia dell’uomo che a Matera ha gettato un ponte ideale tra il Neolitico e il Cibernetico, come ripete un azzeccato clichet coniato prima dell’investitura della Città dei Sassi a capitale europea della cultura per il 2019, non potete che cominciare dal Museo archeologico ”Domenico Ridola”.

L’antica istituzione museale, fondata dall’archeologo e senatore, è una miniera di testimonianze, reperti, che vi faranno conoscere villaggi trincerati , siti e scavi lungo itinerari suggestivi che meritano -eccome- di uscire dalla ristretta offerta elitaria (per ora) per appassionati e addetti ai lavori. L’investimento da fare,pertanto, è sui ragazzi delle scuole che restano a bocca spalancata e lavorano di fantasia quando entrano negli ambienti che a pianterreno introducono nella grande caverna, all’interno della quale è stata simulata ”una frequentazione umana riconducibile al periodo compreso fra Paleolitico Superiore e Neolitico.

Sulle pareti della grotta sono riportati graffiti, pitture parietali e in un anfratto è riprodotta la sepoltura del Paleolitico Superiore. Per i ragazzi, sopratutto quelli delle elementari, abituati a vedere i cartoni animati in tv, è d’obbligo accostare quegli ambienti alle strisce degli ”Antenati” e alle gesta della famiglia ”Flinstones” o ai dinosauri. Qualcuno sorriderà ma i ragazzi, se opportunamente stimolati dagli insegnanti, sapranno come muoversi sul territorio e sui libri di storia.

Per loro le emozioni non si fermano qui con la sorpresa e i tanti ” Oooh” di meraviglia per la grande capanna del Neolitico, ricostruita a grandezza naturale, con pali, copertura in paglia e intonaco con argilla cruda, insieme al recinto per gli animali da pascolo, il focolare esterno e il forno per la cottura della ceramica. All’interno di quella capanna, si possono ammirare giacigli, pellami,stoviglie e altri arredi. Mancano solo gli occupanti…Ma sono più avanti, con la loro vita descritta nei pannelli esplicativi, con gli utensili di tutti i giorni e le tecniche di lavorazione.

Ci sono disegni, ricostruzioni di attrezzi che parlano di loro, lungo il percorso della mostra “Trasanello.. quattro passi nella Murgia preistorica”, realizzata dal personale diretto dalla infaticabile dott.ssa Anna Maria Patrone per il centenario del Museo . E proprio da ” Trasanello” ,che tra saggi cominiciati nel 1997 e scavi effettuati con continuità alcuni anni dopo, sono venute testimonianze interessanti per ”Le Giornate europee dell’archeologia di Basilicata” con la presentazione di reperti esposti per la prima volta. Ed è un bel segnale per il Polo Museale di Basilicata, per il Museo Ridola e per quanti in questi anni, con l’apporto della Soprintendenza archeologica di Basilicata hanno contribuito a far emergere dal passato un patrimonio di conoscenze che può portare- con lungimiranza, programmazione e risorse- valore aggiunto all’economia locale.

Gli scavi di Trasanello, che negli anni hanno avuto l’apporto nella fase iniziale del C.N.R.S. di Tolosa e fino ad oggi dell’Università di Pisa, si appresta a festeggiare i 20 anni di ”attenzione” da parte di studiosi e istituzioni. La pubblicazione del corposo lavoro di studio, di una mostra ”internazionale” e di altre inziative culturali e turistiche, costituirebbero senz’altro un valido e concreto riconoscimento per quanti dalla Soprintendenza ai beni archeologici di Basilicata, al Polo Museale regionale,diretto da Marta Ragozzino, all’ Università di Pisa , con il gruppo di studio diretto e coordinato dalla dott.ssa Lucia Angeli, hanno portato fino in fondo un lavoro fatto di passione, costanza e professionalità.

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LE NOVITA’ DELLA MOSTRA SU TRASANELLO
Un vaso d’argilla a forma di tulipano … parti e frammenti significativi di altro vasellame con decorazioni incise o impresse, protomi antropomorfi. figuline a bande rosse, colli di vaso e altri reperti di uso quotidiano delle popolazioni che oltre 6000 anni fa, nel Neolitico antico, abitavano il villaggio di Trasanello”Cementificio”’, sono alcune delle testimonianze in mostra , per la prima volta,in occasione della ”Giornate europee del Patrimonio in Basilicata”. E per averne contezza, nei giorni 24 e 25 settembre, la dottoressa Lucia Angeli e gli archeologi dell’Università di Pisa, effettuano visite guidate per illustrare il materiale esposto e la vita dell’antico villaggio. Il sito – come indicato nel percorso espositivo della mostra tematica” Trasanello…quattro passi nella Murgia Preistorica” ,venne individuato da Gianfranco Lionetti e da Vinicio Camerini tramite lettura delle fotografie aeree e osservazioni sul terreno. E’ stato indagato nel 1997 dalla Soprintendenza archeologica della Basilicata con l’obittivo di definire l’estensione tutelare l’area con il vincolo archeologico. I nuovi scavi sono stati avvaiti nel settembre 2007 nell’ambito di un progetto di ricerca quinquennale finanziato da Italcementi Group, sotto la direzione della Soprintendenza archeologica in collaborazione con l’Università di Pisa. Trasanello è un villaggio trincerato, circondato da un fossato, abitato da una comunità del Neolitico antico.Il fossato ha contorno ellittico con assi di 120 metri da sud ovest a nord est e 90 metri in direzione Sud Nord, scavato nella calcarenite (tufo di Matera) con una ampiezza e profondità media di due metri. Gli scavi hanno consentito di individuare due fasi di occupazione:la piu’ antica riferita al Neolitico , la seconda all’Eta’ del Bronzo. Quest’ultima è ben documentata della scoperta di numerose buche di palo, che definiscono il perimetro di due grandi capanne. Naturalmente la mostra si può visitare tutto l’anno. Il Museo ”Ridola” offre al visitatore di conoscere altre pagine e luoghi della storia materana e del Metapontino. E poi basta ripiegarsi sui toponimi e sulle diverse etimologie del nome Matera per ripercorrere le tracce di uomini, popoli e civiltà che hanno fatto la storia di una delle città più antiche del mondo e abitata con continuità: dal Neolitico al Cibernetico. Che aspettate a visitare il Museo e i luoghi che nel comprensorio sono uno scrigno di tesori da scoprire e valorizzare?

 

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