Ricordate la matita blu e rossa che usava la maestra per correggere gli errori lievi e gli errori gravi? Per leggere il libro “Appunti di Geofantastica” edito da Lavieri, Euro 13,80, di Gianluca Caporaso e Sergio Olivotti, occorre dotarsi di una matita con la punta gialla, in quanto il giallo é il colore della fantasia.

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Già, perché l’autore di errori, nel libro, volutamente, ne fa tanti. Gioca con le parole, scrive, cancella, scarabocchia, risistema, aggiusta le parole con la stessa freschezza di un bambino che mette insieme le prime lettere. “Pasticciando pasticciando” la punta gialla’ come in un magico viaggio, attraversa tante città che hanno la fortuna, se tinte con quelle sfumature, di diventare speciali.

Perché il colore del sole, dell’oro, dell’olio, dei limoni e di tantissime altre cose preziose, apre un varco inesplorato nel mondo dell’immaginario dove tutto quello che vedi può essere quello che è ma anche quello che vorresti che fosse. E così che città come Ischia diventano l’isola che un tempo, prima che perdesse l’iniziale, forse si chiamava Mischia, o forse Fischia o Rischia chissá.

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Ma con la memoria, così come per le parole e per la fantasia si può giocare all’infinito. E così, la stessa sorte tocca a città come Casalbordino, Corleone, Terralba. E la Geografia dello Stivale diventa Geofantastica in un diario di viaggio che sintrasforma, parola dopo parola, un gioco stimolante un laboratorio dove tutto può succedere.

Una storia che racchiude tante storie in cui ognuno, anche il più serioso degli uomini,  può ritrovarsi a pensare  ad un finale diverso. Basta, come scrive Caporaso , che invece di camminare on il mento inchiodato al petto per contare i mattoni dei marciapiedi, sia preferibile di tanto in tanto poggiare con certezza i piedi sulle nuvole e vedere la realtà in modo nuovo.

 

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Gianluca Caporaso si occupa di solidarietà, volontariato e progettazione culturale. Prima
ancora che scrittore ed esploratore di linguaggi, è un lettore. Con Lavieri ha pubblicato I racconti
di Punteville, illustrato da Rita Petruccioli.
Sergio Olivotti (Loano, 1970), designer e illustratore,
ha insegnato Comunicazioni Visive presso
il Politecnico di Milano. Ideatore della Biennale
Italiana del Poster, ha tenuto mostre e workshop
apprezzati in Italia e all’estero. Tra i suoi riconoscimenti
un Gold Award alla Graphis Competition
e l’A.D.C.I. Award dell’associazione di Design Cinese
e Italiano.