Quando piove sul bagnato la tradizione materana consiglia di farsi recitare ”l’asrimm” (la paura) per sollevare tra rosari e giaculatorie le vittime della malasorte oppure di raccogliersi in preghiera, magari battendosi il petto e tirandosi il crine… Meglio ancora se lo si fa nella chiesa del Purgatorio, in via Ridola, dove il gruppo di preghiera APPeppino, rinunciando all’ateismo staliniano, ha deciso di spendersi per lenire le pene che hanno colpito il Palazzo di Città dopo le sentenze della Corte dei Conti che ha giudicato ”inammissibili” i quesiti presentati in materia di ticket per la sosta gestita da terzi e di compravendita di alloggi in cooperativa nelle aree di 167 e con inevitabili conseguenze sulla gestione dell’Ente. Una situazione che fa cadere un’altra tegola sulla giunta guidata da Raffaello De Ruggieri, alla prese con una verifica politica finita nella palude dei viti incrociati e di un attendismo che deve dove trovare una quadra sui binari diveti delle volontà e dei desiderata… E allora il raccoglimento del gruppo di preghiera APPeppino, che han fatto aprire in tutta fretta la chiesa del Purgatorio dal solerte sacrista , devoto e tifoso della Bawer Franco Testadilupo, ha avuto il merito di far riscoprire itinerari religiosi dimenticati che emergono dal consueto titolo sparato dal quotidiano La Repubblica ” Non ci rimane che la corte dei miracoli…!!! Tar..Corte dei conti. Il gruppo APPeppino pronto a creare Gruppi di Preghiera.. E di spalle un fondo allusivo ” Caro Padoan (il ministro dell’economia) facciamo gli scongiuri… La cosa, da quanto ci ha riferito Vito L’ Evangelista, di tradizione religiosa cooptata, melchita, catto-piccianelliana ma nella piena ortodossia cristiana tra Oriente e Occidente, ha determinato una riflessione sull’argomento circa la necessità di accendere una candela a devozione o se far benedire il classico corno contro gli scongiuri. Una situazione risolta, previa consulenza dell’avvocato Giovanni De Busillis, che tra un canestro da B1 e una rinuncia al torneo di A2, ha salvato capra e cavoli con l’offertorio del diritto canonico ” Urbis et Orbis”, e la classica stretta di mano alla Peppone e Don Camillo nel segno della mozione d’ordine approvata da Giuseppe ” Pino” Siggilino”’ nella veste di segretario- responsabile del gruppo di preghiera APPeppino. Deciso anche il programma di raccoglimento, con la variante latina conclusiva dell’Amen e dell’Ora Pro Nobis, evitando opportunamente quel ” Requiem Aeternam .. vul avè” che di certo non gioverebbe alle fortune degli inquilini di via Aldo Moro ,che sembrano aver perso lo spirito ecumenico dell’Arca…di Noè. Va bene la promiscuità, per certi versi il casino, ma non bisogna perdere i sani principi della tavola comune dopo tante sciagure e digiuno di soddisfazioni. E così dopo un ” Dacci oggi il nostro pane quotidiano…” ci sta tutto un po’ di componatico con le ”Orate, fratres” preparate nella notte di San Lorenzo (alla griglia naturalmente) da Paolo il Grillaio che un giorno disse alla formica:” Avanti, c’è …Mosto anche per te!”. La cantante Orecchietta Berti dalla sua pagina facebook, nel link A 33 via Crucis, ha ringraziato e si è unita virtualmente con skype al gruppo di preghiera APPeppino, mentre Raffaello si è incamminato verso la Cripta del Peccato Originale nel solco del ”Chi mi ama , mi segua…” E’ l’anno della Misericordia e va bene cosi. Chi vuol confessarsi si faccia avanti.
