La Festa della Bruna è tra le più suggestive della Basilicata. Una miscela di sacro e profano per una manifestazione che ha origini antiche. Era il 2 luglio 1380, quando con il titolo de “la Visitazione”, il Papa Urbano VI, già arcivescovo di Matera, ne decreta l’evento. Da allora, ogni 2 luglio, la città dei Sassi vive momenti di devozione, in un trionfo di storia e folklore. La vestizione dei cavalieri, la processione dei pastori, il carro processionale (che ospita nella torretta a “poppa” la statua della Madonna realizzato in cartapesta da artisti del posto), le maestose ed innumerevoli luminarie, sono gli ingredienti base di un rito che si ripete da oltre 600 anni sempre allo stesso modo senza subirne il logorio del tempo. Della “Bruna” non ci si stanca mai; gli anziani nonostante il passare degli anni non perdono l’entusiasmo; i giovani ne ereditano, edizione dopo edizione il brio, catalizzandolo in nuovi approcci indispensabili per vivere, nel terzo millennio, una tradizione a 360°. E quest’anno che Matera è tra le sei città finaliste candidate a Capitale europea della cultura nel 2019, il connubio tra la cultura sacra e la città di Matera diventa ancora più stretto. Una sorta di gemellaggio tra il comitato di Matera 2019 e il comitato Madonna della Bruna ha suggellato, infatti, il sostegno della “Bruna” alla candidatura della città con una apposita bandiera che verrà appesa ai balconi della città nella giornata del 2 luglio.

E’ in quest’ottica innovativa e soprattutto di ancor maggiore condivisione e partecipazione che la città si prepara alla suo giorno più importante.