Se si fosse avuta la lungimiranza di curare il restauro e il ripristino funzionale delle fontane in ghisa dei rioni Sassi, sì proprie quello del vecchio acquedotto Pugliese e alcune ormai rare con il simbolo del fascio littorio, l’amministrazione uscente sarebbe stata ricordata per un atto di amore verso un patrimonio della memoria storica e della tradizione locale. E, invece,abbiamo riportato- le cronache sono lì- commenti di diverso sentire sull’amore per le fontane e le fontane dell’amore. Sarebbero bastate poche centinaia di euro per ripristinare un percorso dell’acqua che dal Sasso Caveoso raggiunge il Barisano e da qui nei quartieri dove fontane e beverini marmorei sono in pessime condizioni o non sono funzionanti. Che ci vuole? Giriamo la richiesta al futuro assessore all’ambiente e al decoro urbano della nuova giunta guidata da Domenico Bennardi, insieme alle suggestioni e all’animazione suggerita dal prosindaco Antonio Serravezza accanto alla fontane e alla fontana dell’amore di via Muro – laddove è la celebre scalinata che ha fatto da scenario ai film ‘’Il Vangelo Secondo Matteo’’ e ‘’ The Passion- per tirare fuori sentimenti di passione e di rispetto della memoria dei luoghi. Selfies e foto ricordo si sprecano, come accade a Verona per la bella storia shakesperiana per Romeo e Giulietta, con il seno ormai dorato per le tanti mani di innamorati che l’hanno toccato.
Da noi https://giornalemio.it/cronaca/amarsi-a-matera-nei-sassi-lungo-il-muro-della-passione/ potrebbero chiamarsi Eustachio e Bruna

LE RIFLESSIONI DI SERRAVEZZA
Matera e l’acqua, una grande storia d’amore. Un momento magico. Un pensiero va ai tempi andati, quando le restrizioni della mentalità familiare e sociale imponevano ai giovanissimi di potersi scrutare soltanto alle fontane, quando le fanciulle andavano a prendere l’acqua. Quanti e quali sospiri! Già, scambiarsi qualche parola poteva essere un azzardo. Ma lì, presso le fontane, sono nate tante promesse d’amore e tante nuove famiglie, mentre attualmente con tanta libertà di comportamento nascono pochi amori e poche famiglie e quasi niente figli. Matera deve proporre di recuperare tale patrimonio culturale, inserendo le fontane rionali come “fontane dell’amore”. Suggerirei pure di realizzare delle rievocazioni in costume con le scene tipiche del passato. Oltre a piccoli festival musicali sui temi dell’amore, conferenze e tutto ciò che è possibile realizzare avendo come fascinoso scenario proprio quelle fontane che sono state il cuore dei rioni fino a quando l’acqua corrente nelle case le ha fatte in pratica quasi dimenticare. Eppure hanno una loro storia da raccontare. Adesso che da decenni ogni famiglia ha più comodamente l’acqua in casa, i giovani non pensano nemmeno a quando le nostre nonne e bisnonne erano costrette a recarsi, con il gelo o con il sole ed anche di notte alle fontane pubbliche per attingere l’acqua con piccoli contenitori in terracotta, spesso sostenendo, addirittura dopo una faticosa giornata di lavoro, le estenuanti attese di lunghe file, quando, comunque era possibile socializzare, in qualche modo.

Ribattezzare le nostre antiche fontane rionali come “fontane dell’amore” può essere utile anche alle nuove generazioni per apprendere le sacrificate usanze del passato, riflettendo sulle comodità moderne, che spesso non si apprezzano a sufficienza, ma può essere anche una efficace ed originale occasione per valorizzare un aspetto urbano, alquanto trascurato o sottovalutato, dei nostri rioni Sassi. Per attrarre turismo i nostri Sassi hanno già sotto gli occhi innumerevoli aspetti e luoghi pittoreschi, come la “fontana dell’amore” che potrebbe assurgere ad una rinnovata attenzione turistico-culturale e ad una suggestiva curiosità storica che i visitatori, specialmente quelli esteri, apprezzeranno sicuramente per la loro valenza antropologica o semplicità evocativa.

(Foto di Domenico Sepe)