La nota di Francesco Mongiello a nome dell’Associazione “Amabili Confini’’ è lo specchio dei tanti auspici di sodalizi piccoli e grandi che si sono cimentati, con risultati diversi, nella esperienza di Matera capitale europea della cultura 2019. Alcune resteranno al palo, si prendere un periodo sabbatico per vedere che fare in assenza di risorse e prospettive. E già, perché, senza il supporto di cultura di impresa e di programmazione non si va da nessuna parte. Se arriveranno fondi dalla programmazione dei fondi europei (quando e se sarà) bene altrimenti resteranno selfies, follower, relazioni, video e la pirotecnica presenza sui social che lascia il tempo che trova. Niente illusioni. La sfida era questa…c’è chi l’ha vinta e chi si ritrova con una salutare e ipocrita pacca sulle spalle. Grazie…Altre realtà, come riporta la nota di Francesco, hanno seminato stando con i piedi per terra. Ad aprile parte ‘’ Scrittori allo specchio’’. Da seguire. E, intanto, buona lettura con un sodalizio che ha stimolato la scrittura, la lettura e il confronto nei borghi e nei quartieri. Plauso doveroso.

LA NOTA DI FRANCESCO MONGIELLO

Il 2019 ormai è alle nostre spalle e nel voltarci, foss’anche per il tempo di questo articolo, si è colti da una repentina vertigine per tutto ciò che l’anno trascorso ha rappresentato per i lucani, per i turisti, e ovviamente per Matera, per la sua gente e per la sua storia.
Un anno che rimarrà impresso nell’immaginario collettivo, non solo per il boato seguito all’annuncio del ministro Franceschini, per l’imponente onda di felicità che si è propagata per l’intera piazza San Giovanni, per il portato simbolico che ha contraddistinto le ragioni della rinascita della città e il riconoscimento della sua capacità di rigenerarsi, ma anche per il ricco programma culturale che ha puntellato un evento così importante e irripetibile.
Cosa succederà ora? E’ la domanda che ognuno di noi si pone e di fronte a cui si dischiude un orizzonte dai contorni indefiniti. Matera riuscirà a capitalizzare l’enorme bagaglio di idee ed esperienze confluite in questo lasso di tempo? Riuscirà a tradurle in visioni di lungo respiro, in progetti che nobilitino l’immagine della città, ne rafforzino le potenzialità e le capacità di attrarre investimenti e capitale umano? Chissà.
Speriamo, almeno, che il cammino verso un ulteriore sviluppo economico, sociale e culturale poggi su solide basi e proceda speditamente realizzando i propositi preannunciati, per scongiurare la triste eventualità di volgere lo sguardo al passato e scorgere con amarezza solo un cumulo di progetti irrealizzati, come l’Angelus Novus di Paul Klee guardava con sgomento le rovine della Storia.
Come è stato più volte ricordato, numerosi eventi proposti sono stati realizzati in loco, grazie all’impegno e alla creatività di molti operatori culturali lucani e, spesso, co-progettati insieme alla Fondazione Matera-Basilicata2019.
Ma è bene che si dia il giusto rilievo anche a quelle iniziative che pur non rientrando nel cartellone ufficiale degli eventi e non beneficiando, quindi, di un canale promozionale privilegiato, hanno contribuito a stimolare il coinvolgimento della comunità attraverso la partecipazione attiva degli abitanti e la condivisione.
Per questo ci sembra doveroso citare alcuni eventi di qualità che l’associazione Amabili Confini ha realizzato nel 2019, come il Premio Montale Fuori di Casa organizzato in collaborazione con l’associazione Percorsi, il festival I Boreali organizzato in collaborazione con la prestigiosa casa editrice Iperborea e la rassegna Amabili Confini.
Anche nel 2020 l’associazione sarà ancora una volta protagonista sulla scena culturale materana proponendo, oltre alla quinta edizione di Amabili Confini in programma dal 21 maggio al 19 giugno, un’altra rassegna di grande interesse, Scrittori allo specchio, ideata da Francesco Mongiello e in programma dal 2 al 30 aprile. Nei cinque incontri previsti ogni giovedì, alcuni tra i più importanti traduttori italiani si alterneranno per parlare dei grandi capolavori della letteratura da loro curati. Sarà un’occasione imperdibile per conoscere di persona scrittori definiti non a caso “invisibili” ma che svolgono una funzione basilare nella comprensione e nella divulgazione di opere letterarie di valore universale, perché “la traduzione – come affermava la scrittrice statunitense Susan Sontag – “è il sistema circolatorio delle letterature del mondo”.
Una rassegna unica nel suo genere, non rivolta a una categoria di specialisti ma a un pubblico ampio ed eterogeneo, nata soprattutto con l’intento di incoraggiare la lettura dei classici e dei grandi libri della narrativa mondiale.