L’angelo veste sado”, di Silvia Alonso, Bré Edizioni (Milano, 2021), pag. 239, euro 13.00.

Più volte è capitato, purtroppo, che il gioco erotico di turno si trasformasse in tragedia. Che desse la morte. Quasi sempre per l’estremizzazione, se così si può dire, del bondage. Quando la pratica sessuale diventa eccesso dell’eccesso.

Nella nostra piccola storia di vita di storie ed esperimenti di storie, prima di visitare come un curioso della lettura e del mondo dei libri il locale milanese Le Trottoir dove Andrea G. Pinketts vive, dunque beveva, fumava e scriveva, avevamo già conosciuto la scrittrice Silvia Alonso. Era successo a Matera, diciamo, per la pubblicazione de “Il morso del serpente” con Altrimedia Edizioni, ovvero la prima prova letteraria sua.

Quindi quando con colpevole ritardo abbiam scoperto che Alonso aveva continuato a scrivere, ci siam fiondati in qualche modo per rimediare su “L’angelo veste sado”. E, da allora, tra l’altro, abbiam con piacere ripreso a seguire le tante imprese di scrittura di questa intraprendente autrice milanese.

L’Angelo veste sado s’era classificato finalista al premio Nabokov 2020-2021. Nell’undergroud d’una Milano notturna, dice la trama dello spumeggiante romanzo, si celebrano strani rituali a luci rosse, le cui protagoniste sono spregiudicate Mistress appassionate d’esoterismo. Uno di questi giochi erotici quindi si conclude con un omicidio. La vittima è Mattia D’Angelo, ex acrobata del Circo di Montecarlo, ritrovato morto per asfissia a seguito della pratica del bondage. Proprio nella rinomata città francese, da dove tutto era partito anni prima, va in scena il concitato e conturbante epilogo della vicenda, con la protagonista Maggie che riuscirà a smascherare la vera responsabile dell’omicidio e a riprendere i fili di una matassa in cui alle pratiche sadomaso si annodano altresì la criminalità e l’occultismo.

Esoterismo, giochi proibiti e un eros prepotente le cui sacerdotesse sono raffinate mistress, ballerine e atlete che vanno ben oltre i comuni stereotipi. Ragazze colte e determinate che decidono di fare una vita libera, padrone del proprio corpo, dominatrici del loro destino. Niente, insomma, che non possiamo trovare nella realtà.

La differenza sta nello stile dell’autrice, con Alonso che costruisce un giallo di grande qualità, mescolando con cura intrigo, eros e sadomaso, e scavando nei personaggi al fine di fare emergere un mondo sconosciuto ai più. Forse.