Mentre nelle piazze reali e virtuali continua il passaparola sulla ”resilienza” spesso senza capire di cosa si tratta, insieme ad anglicismi come ”slow”, ”start up” e via sproloquiando per tirare fuori una offerta di turismo sostenibile ancora sulla carta, e da affidare nella programmazione e monitoraggio a professionalità a tempo pieno, c’è chi pensa al passato per tirare fuori ottimi spunti per il futuro. E così Pino Oliva, artista materano con tanta voglia di incamminarsi in questo o quel percorso, insieme ad altri ricercatori della cultura del territorio, sta portando avanti – come annunciato nella trasmissione di RaiTre ”Petrarca”- un lavoro su un personaggio che caratterizzò la cronaca nera della storia materana di fine ‘800.

Quel Francesco Paolo Chita, noto con il nomignolo di ”Chitaridd” per la sua bassa statura,vissuto tra il 1862 e il 1896, bandito o brigante di Matera , come descritto nel libro dell’avv. Niccolò De Ruggieri. E il ricordo non poteva che passare per le vie del centro fino allo studio di Pino, con una intervista realizzata dalla collega Beatrice Volpe, passando in rassegna i lavori realizzati in passato tra arte e fumetto. Ricordiamo Cronache materane degli anni ’70, Teline. Cronace metapontine degli anni ’70, Tutto succederà. Cronache materane degli anni ’80, e ”Matera 21 settembre 1943” con il ricercatore materano Francesco Ambrico fino alla biografia di ” Chitaridd” con la sceneggiatura di Silvio Teot. ” Ho ultimato le mie 40 tavole -ha detto Pino- per un libro che sarà realizzato con altri due disegnatori, Nanni Teot e Marco Forte. E spero vada in libreria quanto prima”. L’attendiamo, anche perchè l’epopea post unitaria, con le tante storie di briganti e brigantesse hanno, piaccia o no, un loro fascino e riaprono quel percorso al turismo sostenibile, fatto anche di sapori e saperi, che va valorizzato. Ricordiamo la pièce di Antonio Montemurro su Chitaridd,nel 2019, che fece registrare il tutto esaurito e interesse tra i giovani. Attendiamo il nuovo lavoro di Pino Oliva. Magari con zimarra, sacca delle polveri e bombardino a tracolla per la presentazione di ”Chitaridd” o pronto ad un agguato artistico, naturalmente, sui luoghi che videro protagonista quel personaggio? Chissà. La leggenda, carte alla mano, di Chitaridd continua. Se ne cercano i resti in quel museo di antropologia criminale di Cesare Lombroso a Torino o altrove. Ma finora nulla, nonostante l’impegno di un comitato civico di qualche anno fa. Se ci riuscissero Pino Oliva e gli altri sentiremmo le schioppettate echeggiare per la gravina…