HomeCulturaAlla Madonna delle Vergini, simbolo della devozione popolare

Alla Madonna delle Vergini, simbolo della devozione popolare

Materani,quelli legati alle tradizioni, ma anche turisti per la festa del 31 maggio, a cominciare nella escursione del mattino percorrendo la passerella in legno(è questa la esatta dicitura, come da delibera regionale che ne finanziò la realizzazione)sul torrente in legno che da Porta Pistola, nei rioni Sassi, porta all’altipiano murgico del Parco e da qui alle chiesette della Madonna delle Vergini o dei Vergini e a quella dei Derelitti. Tanta semplicità in un rito che si ripete negli anni lungo la strada impolverata( è né puo’ essere diversamemte) di contrada Murgecchia, raggiungibile in auto o in bici percorrendo la vecchia statale 7 ”Appia” sino a raggiungere il pianoro, che fa quasi da sagrato alla chiesetta della Madonna delle Vergini raggiungibile da una scalinata. E qui volontari e devoti non si sono risparmiati, organizzando le cose per bene, per la Messa officiata da don Pierdomenico Di Candia, che in serata ha richiamato decine di persone fino alla processione in zona e al saluto dei fuochi d’artificio.


Un luogo dell’anima nel Parco della Murgia, per apprezzare i tanti aspetti della religiosità popolare di un tempo riportata nelle preghiere penitenziali ‘scritte’ sulle pareti della chiesetta della Madonna delle Vergini, dedicata a Maria, già dal ‘500. A pianta quadrangolare ha una facciata in tufo la chiesa è dedicata alla ”Regina Virginum” . Colpisce la presenza, al centro della chiesa, una striscia di maiolica decorata a fiori, che dall’ingresso raggiunge l’altare . Segnava quel percorso di penitenza e di preghiera di devoti fedeli che, per sciogliere i voti la percorrevano “lingua a terra”. Non si usa più ma quel particolare è tanta parte della memoria storica della civiltà contadina e pastorale dei rioni Sassi. Lo ricordano i canti devozionali, le preghiere fino a 100 giorni di indulgenza come riporta un riquadro del 1866.E più avanti,costeggiando grotte un tempo adibite anche iazzi, è la chiesetta dei Derelitti che ripete architettura e segni del passato simili a quella della Madonna delle Vergini.

Luoghi dell’anima dove silenzio, fede e natura, sono tutt’uno con la memoria di luoghi da preservare. E per tutti ricordiamo il quaderno n.2 dell’Ente Parco della Murgia materana https://static.parks.it/PRCRM/QuaderniDelParco-n2_i_pellegrinaggi_a_murgecchia.pdf con tante immagini in bianco e nero, a cominciare da quella di copertina con don Luigi Paternoster, che per tanti anni nella prima Repubblica e con i giovani di allora animarono i pellegrinaggi alla chiesetta della Madonna delle Vergini, attorniata da alberi poi abbattuti. Refrigerio delle chiome scomparso, ma non quello delle grotte che accoglievano le scampagnate fuori porta con l’immancabile arrosto, come ci ha raccontato in più occasione il ”centenario ” concittadino Vincenzo Morelli che per una lunga stagione si occupò con altri devoti della festa. E la tradizione dei volontari continua. Grazie anche a loro, a quanti prestano gratuitamente il loro tempo, per gli anni a venire.Testimoni di tanto impegno la Madonna delle Vergini e lo scenario dei rioni Sassi con le luci della sera, immortalati da devoti e turisti che apprezzano la peculiarità dei luoghi.


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