Addio Milva. Una vita sofferta e complessa la sua, finita al culmine di una lunga malattia invalidante. La vita di una cantante, attrice, interprete, donna impegnata tra le strofe di una canzone popolare o di un’opera lirica, di un tango o di un verso poetico. Addio Milva, Pantera di Goro, paesino del ferrarese  in cui negli anni quaranta visse una infanzia complicata dai problemi economici familiari a cui seguì il trasferimento a Bologna, nel quartiere popolare della Bolognina. Poca scuola e una precoce carriera di interprete che non scalfirono la sua tensione ad emanciparsi culturalmente per colmare quel vuoto scolastico che la portarono all’utilizzo dell’arte e della canzone come strumento di impegno sociale contro le diseguaglianze. Un percorso artistico che si accentuerà su questa strada in modo particolare tra gli anni settanta e ottanta, all’apice di una carriera straordinaria.

Milva, era politicamente schierata. Una socialista alla Nenni e Pertini, per intenderci, e grande ammiratrice di Enrico Berlinguer.  “L’avvento di Craxi –ebbe a dichiarare– ha portato alla distruzione del partito socialista e tutti noi che eravamo socialisti, ad esempio Strehler, abbiamo deciso di votare Pci”.

Maria Ilva Biolcati (il suo nome di battesimo) ha avuto diverse sfaccettature artistiche: quella “leggera” dei 14 festival di San Remo (un record condiviso con pochi colleghi) e quella più “impegnata” con l’interpretazione dei canti della Resistenza e dei testi di Bertold Brecht musicati, diventando simbolica interprete di quel capolavoro profondamente anticapitalistico che è L’opera da tre soldi  che la catapultò con successo in ogni teatro del mondo. Quindi Luciano Berio, Kurt Weill e Astor Piazzolla, poi ancora Franco Battiato, Mikis Theodorakis e Alda Merini, senza dimenticare quell’album con Ennio Morricone (nel 1972, che si colloca tra “La filanda e altre storie” (dove canta Bella ciao) e “Sognavo, amore mio” (pezzo da novanta del suo repertorio).

La sua ricca discografia è di 39 album in studio,  7 album live, 16 EP, 126 singoli, e 64 raccolte; ma quella estera (in modo particolare Germania  e  Giappone) è ancora più ricca per un totale di 81 album, 337 singoli e 187 compilation.

Con lei se ne va una artista autentica del Novecento. Se ne va alla vigilia del 25 aprile e non possiamo non riproporre una sua particolare interpretazione di “Bella ciao”.