Foto professionali con l’ I-phone ? Sì è possibile.E ne abbiamo avuto conferma a Trieste, la città alabardata e mitteleuropea, con un libro-mostra “Urbanscape” (Paesaggio urbano) davvero interessante per la qualità delle foto realizzate con un obiettivo che ci portiamo sempre appresso… Ma servono pazienza, occhio allenato e la mano ferma come quella del fotografo materano Antonello Di Gennaro che ha mosso i primi passi (era la Prima Republica) con una Mamiya 1000 se non ricordiamo male e poi è passato alle ”macchine” ad alta definizione in un mare di Olympus…non disdegnando anche i periscopi di puntamento di ”carriarmati” come le ZenzaBronica.

Altri tempi, altre passioni che, comunque, hanno contribuito negli anni e con una ricerca continua a consolidare una precisa identità professionale con mostre e progetti, che lo hanno portato anche all’estero. Ma senza dimenticare quel cuore pulsante di immagini che è il suo e nostro Sud: dalla Città dei Sassi a Barletta, la città della Disfida e del ‘riscatto” dei cavalieri italiani contro i francesi, che ha nel monumentale castello svevo il simbolo di tanta fierezza. Una fortezza dal ‘grigio’ colore del fumo delle armi di tante battaglie, venute da terra o dal mare. E sì. Perchè l’Adriatico è a pochi metri.

Antonello Di Gennaro con uno scatto ”grandangolare” che apre il servizio ha colto l’atmosfera monumentale delle mura dell’antico maniero con un cielo minaccioso che non promette nulla di buono, ma di forte impatto visivo. Non è il solo scatto impressionato sullo smartphone, con il taglio particolare tra mura,corte, calotte, pavimentazione e cielo in una sequenza e contrasto di grigi che spazia dal bianco al nero.

E nel comunicato che segue altri spunti per saperne di più sull’argomento e seguire Antonello da Trieste, a Milano a Corigliano Calabro nelle presentazioni ufficiali di Urbanscape. E chissà che anche a voi, appassionati di fotografia, non venga voglia di fare belle foto con l’I-Phone. Provate e riprovate…

Comunicato stampa
Presentazione volume: URBANSCAPE nel programma del TRIESTE PHOTO DAYS 2020, con il progetto del fotografo materano: Antonello DI GENNARO dal titolo: BARLETTA La città sospesa.

Sabato 24 ottobre, alle 10,00 in Sala Xenia a Trieste, nell’ambito del festival di Fotografia Trieste Photo Days, è stato presentato in anteprima una delle nuove realizzazioni editoriali di ISP: il volume URBANSCAPE. Erano presenti Angelo Cucchetto e uno dei 20 autori, Antonello DI GENNARO fotografo materano, con il suo progetto fotografico: Barletta una città sospesa. Un lavoro realizzato utilizzando uno dei nuovi linguaggi della fotografia del contemporaneo: La Mobile photography, ovvero la fotografia realizzata con I-Phone.


Mercoledi 25 novembre alle 18,30 è stato presentato il volume URBANSCAPE a Milano,  da CONDOMINIO, nuova struttura didattica ed espositiva dedicata alla fotografia, in via Melchiorre Gioia 41.
Sabato 5 dicembre, a Corigliano Calabro, nell’ambito del festival  Corigliano Calabro Fotografia, vi sarà la presentazione  delle nuove realizzazioni editoriali di ISP tra cui il volume URBANSCAPE oltre alla esposizione del progetto Barletta una città sospesa realizzata dall’autore Antonello DI GENNARO, presso il Castello di Corigliano Calabro in occasione della 18° edizione del Festival di Fotografia.
Questo volume esplora la complessa relazione che esiste tra lo spazio edificato dagli umani e la sua traduzione in immagini.
Una relazione affascinante che esiste fin dall’inizio dell’invenzione della fotografia. Basti pensare alla famosa veduta del Boulevard du Temple presa nel  1838 da Louis Daguerre dalla finestra del suo studio parigino. Già in quella immagine primigenia sono contenuti i caratteri essenziali di luogo, tempo e spazio che si ritrovano ancora oggi in ogni fotografia della scena urbana.
La città è un palcoscenico ideale nel quale la presenza umana può essere assente, evocata o anche presente, ma mai preponderante. Le tracce delle esistenze sono disseminate in ogni angolo edificato, sotto ogni luce con ogni durata di tempo. Sta al fotografo mettere in azione il meccanismo visivo che trasferirà in immagini compiute il complesso fluire delle percezioni dirette. L’osservazione attenta e insistita è la chiave per estrarre le descrizioni visive più efficaci, quelle che trasferiscono il pensiero dalla scena in se stessa alle relazioni possibili con altri significati nascosti sotto l’apparenza banale del quotidiano.

In questo senso, la selezione dei 20 autori qui pubblicati offre una molteplicità di approcci e soluzioni davvero interessanti. Inizialmente l’idea curatoriale voleva attenersi alla massima neutralità: un elenco alfabetico di autori.
Nella dialettica fertile che ha accompagnato questo progetto, è però alla fine prevalso l’orientamento di dare delle indicazioni sulle possibili linee prevalenti di ricerca che si potevano rinvenire nei lavori scelti.