Ci siamo. Per i materani veraci, che continuano a difendere memoria e identità della Città e del suo comprensorio, l’appuntamento con la prima domenica di maggio al Santuario di Picciano è un appuntamento da rinnovare.Il culto della Madonna, nel mese a Lei dedicato, fa parte della storia dei devoti provenienti da Matera, Altamura, Gravina, Santeramo e ne abbiamo conferma dai racconti orali, dalle testimonianze di Franco Vitulli che ci ha fornito le foto del servizio e le elaborazioni con intelligenza artificiale come quella di apertura, e quanto riportato sull’antico culto sul sito web del Santuario https://www.santuariopicciano.it/. Ma contano i ricordi e Franco Vitulli, ex tenente della polizia municipale di Matera, li narra di quando era bambino e raggiungeva il Santuario partendo dai rioni Sassi con ”u’ train” di famiglia co i nonni Francesco Sacco e Bruna.


” Quella prima domenica di maggio era per noi una tradizione e non potevamo mancare- ricorda. Partivamo di notte per raggiungere il terreno che nonno Francesco Paolo Sacco aveva nei pressi del Santuario. Un percorso di tre ore buone. Non eravamo i soli. Altri venivamo dai comuni vicini e anche dalla Puglia. Mi colpiva la devozione. Alcuni raggiungevano la chiesa a piedi. E alcune donne, per devozione, penitenza, per chiedere o per esprimere gratitudine per una grazia ricevuta strisciavano con la lingua sul sagrato o in chiesa. Preghiera, silenzio, ma anche tanta animazione fino a tardi. Dormivamo in una baracca che mio nonno aveva allestito. Consumavano del cibo portato da casa: pane senz’altro, pomodori, una frittata, insalate e altro che preparava nonna Bruna. Era quel poco che sapeva di buono, del resto erano gli anni Cinquanta. E in quel periodo e oltre il Comune di Matera aveva in zona anche un presidio di vigili campestri, che curava la vigilanza del demanio comunale nella zona. Alcune delle foto del servizio, che fanno parte del mio archivio, mi furono donate dall’ultimo vigile campestre di Matera, Eustachio Cinepra. La foto che lo raffigura negli anni Sessanta con padre Casimiro Massetti De Marinis, a lungo priore a Picciano,insieme a un autista di linea e a due militari dell’Arma che aveva una stazione al borgo La Martella, sono la conferma della presenza di un distaccamento dei vigili rurali”.



Restano i ricordi di quegli anni, tra fede, devozione, identità e quanto Franco Vitulli ha creato oggi con l’intelligenza artificiale. Altri tempi. Ma la prima domenica e le successive di maggio a Picciano non si dimenticano…


