A volte basta poco per presentare la città in maniera adeguata nei luoghi e nei punti di accoglienza, dove si incrociano turisti, cittadini, studenti che possono trovare utili spunti per conoscere la storia della ” Città dei Sassi”, che resta – nonostante l’eventificio che ci attende per l’anno che verrà- lo zoccolo duro della capitale europea della cultura 2019. Merito di Pro Loco Matera, Muv che hanno attrezzato una interessante mostra sul marciapiede di piazza Matteotti e la installazione di foto su totem. E cosi immagini dei rioni Lanera, con il dimensionamento urbanistico degli anni Cinquanta, dei rioni Lanera con i suoi abitanti e del rione Serra Venerdi con la palazzina a cinque piane e in strada il vecchio traino che consentiva di raggiungere i poderi, la stazione delle Ferrovie calabro Lucane negli anni Sessanta, il borgo Venusio. Ma su tutte ci ha colpito, scattata nell’area servizi del rione Serra Venerdi, che invita a fare uno sforzo di memoria sull’ onda del ” Chi li ha visti? Vi Riconoscete? Sapete chi sono? Sarebbe bello aggiungere una foto attuale con i protagonisti se sono in vita o altro utile elemento per aggiungere ricordi, testimonianze. ” Chissà se qualcuno conosce questi ragazzi!-è scritto nella didascalia. Bellissima foto che mostra la nuova vita all’alimentari Rizzi con questi tre scugnizzi che forse si preparavano a fare qualche dispetto”. Una storia nella storia per uno spaccato di vita materana, legato al trasferimento degli abitanti dei rioni Sassi nei nuovi quartieri del Piano da Serra Venerdi a Lanera o nei borghi come Venusio e La Martella, che i turisti conoscono poco perchè ”obbligati” per scelta o per questioni di tempo all’itinerario scontato di due ore circa tra piazzetta Pascoli, il centro piazza Duomo,una chiesa rupestre e un ambiente contadino, se va bene. Ma poco sanno dell’anima del passato aldilà della cantilena sul passaggio da” Vergogna nazionale” a ”Orgoglio europeo”. Vi consigliamo di fare una capatina in piazza Matteotti. Ne vale la pena.