Diciamo le cose come stanno. Abbiamo perso un anno , dopo aver sprecato le restrizioni del 2020, l’anno da confinamento domiciliare, con le leggerezze e la dabbenaggine che con la scorsa estate la Basilicata dallo slogan ”covid free” aveva sconfitto epidemia e contagi da virus a corona. E con una tendenza che il peggio era passato con il libro ottimista ”Perchè guariremo” del ministro della Salute, Roberto Speranza, ritirato oppurtunamente dal mercato. Poi sappiamo come è andata a finire con i focolai diffusi qua e là, i dati equivoci dei fogli excel della task force regionale, per dirne alcune, fino all’assenza di strutture alternative a quelle domiciliari per evitare i contagi. E Matera sotto questo aspetto ne è l’esempio emblematico con le richieste dei sindaci De Ruggieri e Bennardi rimaste lettera a morte. Quanti sono stati i contagiati in famiglia e quanti decessi per quella leggerezza che persiste ? L’omissione in atti di ufficio c’è tutta… Nel frattempo continuano i trastulli che ”piano piano” ripartiamo ma senza un programma, che non possono essere le speranze spontanee del turismo di prossimità o di sostenibilità che va certificato e gestito da soggetti terzi. L’offerta turistica, lo ripeteremo fino alla noia, va organizzata con professionalità colmando le lacune che sappiamo quanto a servizi, trasporti o gestione del patrimonio nel Parco rupestre e nei Sassi. Se tiriamo fuori l’utile APP su tutto quanto c’è da vedere e non diciamo nulla sui costi o i limiti dei tour, perchè quella chiesa rupestre è gestita da privati o non si può raggiungere quell’itinerario per lo stesso motivo, continueremo a vendere fumo e figuracce. E nè possiamo rinviare tutto al dopo G20. Vero è che ponte Pasquale, 25 aprile e 1 maggio saranno zone rosse, ma se non investiamo per tempo in progetti, idee e professionalità campicchieremo alla men peggio. Covid 19 significa lavorare con sicurezza. E poi occorre fare rete tra Comune, Provincia, Regione, Apt, Fondazione Matera-Basilicata, consorzi privati di operatori turistici con poche cose da fare sul piano della organizzazione e della professionalità. Il nodo è tutto qui…Guardatevi intorno. Altri Paesi stanno prendendo il volo con il passaporto vaccinale…

PASQUA, NON E’ TEMPO DI TORNARE

Purtroppo cambia l’orario ma non passa l’ora della nostalgia. Per molti Matera resterà lontana per la prossima Pasqua. Per molti si attende una Pasqua a distanza, chi l’avrebbe immaginato? Costretti dal buonsenso e dal senso civico, chiamati a una grande prova di disumana umanità e con il desiderio di riabbracciare Matera, impossibilità anche di respirare l’aria profumata di timo delle Murge che ci circondano. Discriminati e accomunati da zone rosse o arancione. In molti saranno costretti a vedere i genitori, i genitori dei genitori, i fratelli, gli amici, dietro a uno schermo. Sono molti coloro che avrebbero potuto ma hanno preferito evitare, coloro che rinunciano oggi a ciò che potranno fare domani. Ci siamo illusi o ci hanno illusi, tutti abbiamo sperato fino all’ultimo.

Festeggeremo un’altra festa surreale, esprimeremo nuovi desideri aprendo quell’uovo di cioccolato che prima ci regalava oltre che un cadò tanto affetto.

Praticheremo l’arte dell’accontentarsi, presto o tardi, ci rincontreremo. Lo abbiamo imparato noi e possiamo farlo tutti. Possiamo tutti accettare l’idea di brindare ognuno nelle proprie case, rispettando norme e raccomandazioni, posticipando l’ora delle carezze e dei baci.

Sapete come ci sentiamo? Un po’ orfani chi è pianta stabile a Matera ma chi resterà lontano si sentirà orfano delle nostre origini, ma sempre innamorati delle nostre radici, fedeli a Matera. Anche senza vederla.

Da tempo siamo incollati allo smartphone o alla televisione, da mesi in attesa di magici decreti che potessero rendere felici di riabbracciare i nostri cari. Loro avrebbero voluto, ma non possono partire, dobbiamo restare lontani. Purtroppo in tanti si sono costruiti la vita a migliaia di chilometri e devono accettare il verdetto del destino anche se provvisorio.

Il Covid c’è, c’è, c’è e c’è allora da restare uniti. C’è da immedesimarsi gli uni negli altri. Niente tavolate per fare onore a noi stessi per non sentirsi ancora lontani. Presto ritorneremo a riabbracciarci e tutto si trasformerà da incubo in un sogno.