Lasciate perdere gli annunci ad arte e autoincensanti da corte dei miracoli che la Basilicata è prima per i vaccini…per gli ultraottantenni e ponete attenzione ai dati altalenanti su tamponi, contagi, ricoveri e decessi che vengono diffusi ogni giorno, ma riferiti ovviamente al giorno prima. La politica dello struzzo o della cenere sotto al tappeto ha messo a nudo vecchi problemi di impostazioni, nonostante l’oggettivo recupero di vaccinazioni delle ultime settimane. Le problematiche di prenotazione sul portale di Poste e l’interazione con la anagrafica delle aziende sanitarie locali, da aggiornare, la dice lunga che il nostro sistema sanitario vaccinale va avanti con tanta buona volontà. Ma siamo lontani dall’immunità di gregge che chiede Antonio Serravezza, e non solo lui, perchè la Basilicata approdi in zona gialla con buona pace dell’economia locale. I buchi ci sono e i rischi di nuovi focolai con le varianti tutti. C’è da accelerare per raggiungere, entro l’estate, anche le fasce di età sotto i 50 anni… E per evitare altri casi di contagi, come quelli familiari e parentali, favoriti dall’assenza – e questo è un dato oggettivo – di covid hotel e cioè di luoghi alternativi alla propria residenza per scontare la quarantena. Quanta gente è stata contagiata o è deceduta per questo? Silenzio…E lo stesso valga per quanti hanno deciso di non vaccinarsi, visto che – è un dato oggettivo- lo si fa su base volontaria, ma occorre garantire allo stesso tempo la comunità locale da eventuali casi di contagi o da portatori sani. Altri sono in attesa del vaccino monodose lasciando da parte, come accade in altre zone del Paese quelle doppie di AstraZeneca. Un peccato davvero. E allora che si attivino liste di ”disponibilità” e di varie fasce di età che comunque voglio vaccinarsi. Anche su questo silenzio anche a livello nazionale. Perchè non correggere, con una campagna adeguata, disinformazione e luoghi comuni su efficacia e validità dei vaccini, visto che si rincorrono le periodiche speculazioni commerciali ? Tutto questo mentre l’economia langue e quando si tratta di turismo occorre essere credibili, aldilà degli slogan su resilienza e sostenibilità. Servono garanzie per quanti attendono di aprire giustamente con continuità e per i turisti potenziali, che verranno anche dalle nostre parti. Occorrono dosi massicce di credibilità. Ma quelle non sono in vendita…

LA NOTA DI SERRAVEZZA
ZONA GIALLA ANCORA LONTANA

La nostra regione stenta a rientrare tra quelle in zona gialla e restando in zona arancione i benefici sono pochi. Serve accelerare le vaccinazioni. I dati giornalieri non sono confortanti.

Gli artigiani attendevano con ansia il rientro in zona gialla oltre alle penalizzate palestre, piscine e ristoratori. Il ritorno in zona gialla potrebbe portare con sé la boccata d’ossigeno sperata. Le disposizioni confermano ancora la chiusura di centinaia di imprese in tutta la Basilicata. Il freno a mano resta ancora tirato anche a aziende legate allo spettacolo, per ristoranti, gelaterie, bar, pasticcerie e ancora pizzerie e gastronomie, imprese che danno lavoro a migliaia di addetti e dipendenti.

Il cambio a regione in zona gialla non modificherebbe molto le cose, non potendo accogliere clienti all’interno, ma solo all’esterno, spazio che in pochi però hanno a disposizione. Tutti pensano che siamo fortunati perché viviamo al sud e la bella stagione si vive più all’aria aperta. Non tutti infatti hanno spazi esterni sui quali contare e per chi ne è sprovvisto le aperture si tradurranno nell’ennesima difficoltà.

Capiamo bene la prudenza del Governo, ma a forza di prudenza rischiamo effetti devastanti sul nostro tessuto imprenditoriale, già provato da un anno orribile. Non ci salveranno i colori ma l’immunità di gregge. Dopo un anno abbiamo capito che la soluzione non arriverà via decreto, ma dalla campagna vaccinale, che va accelerata il più possibile.