Quel tricolore sulla barca di Flotilla battente bandiera italiana sequestrata con l’equipaggio dalla marina di Israele in acque internazionali, https://giornalemio.it/cronaca/la-nave-va-di-flotilla-va-nonostante-israele-una-volontaria-racconta/, ha confermato la scarsa credibilità del Belpaese a difesa dei nostri connazionali, che subiscono l’attività guerrafondaia del paese della Stella David da Gaza a l’Iran e con il sostegno degli Stati Uniti. A riferirlo le consigliere regionali del M5S di Basilicata Viviana Verri e Alessia Araneo in una nota nella quale si chiede al governo italiano di tutelare i due attivisti di Flotilla attualmente detenuti, precisando che il lucano Dario De Palma è ancora in mare per una iniziativa di solidarietà per la popolazione di Gaza,interrotta in acque israeliane. Condanna dell’Unione Europea. Ma al momento niente sanzioni nei confronti di Israele. Una contraddizione rispetto al gran numero di sanzioni adottate verso la Russia che ha invaso l’Ucraina. Tanto imbarazzo anche nelle file di governo. Non si è andati aldilà della protesta e dell’annuncio della sospensione di un trattato di collaborazione di vecchia data tra Italia e Israele.E la Regione Basilicata? Fateci sapere…di certo le due consigliere pentastellate non staranno a guardare. Attendiamo ( è intervenuto sul problema anche il consigliere del Pd Pietro Marrese) che lo facciano anche altri. Un concittadino lucano è in mare e con un diritto internazionale palesemente violato…

Comunicato stampa
Dario Depalma è ancora in mare, per scelta. La Basilicata è con lui. Il governo tuteli i due attivisti ancora detenuti in Israele.
Il lucano Dario Depalma di Bernalda ha scelto di proseguire la missione dopo l’intercettazione militare israeliana in acque internazionali. Non è tornato: ha detto “Avanti per loro”. Due attivisti — Thiago Ávila e Saif Abu Keshek — restano detenuti in Israele. I legali ricorrono alla CEDU contro l’Italia.
Dario Depalma di Bernalda è ancora in mare. Non perché non potesse rientrare, ma perché ha scelto di restare. Dopo l’intercettazione militare israeliana, le fascette ai polsi, ore su una nave militare in acque internazionali, ha confermato all’Ansa la volontà di continuare: “Avanti per loro”. Come consigliere regionali di una Basilicata che in questi giorni ha seguito con apprensione ogni notizia che arrivava dal Mediterraneo, esprimiamo solidarietà piena a Dario e a tutti i volontari della Global Sumud Flotilla.

Quello che è accaduto tra il 29 e il 30 aprile è documentato: una fregata militare israeliana ha intercettato le imbarcazioni in acque internazionali, ha disturbato i canali di emergenza, ha immobilizzato gli equipaggi con fascette e li ha trasferiti su nave militare. Civili disarmati che portavano farina, riso, medicinali verso Gaza. La risposta del governo italiano ha prodotto risultati parziali: gli attivisti sono stati sbarcati a Creta invece di essere condotti ad Ashdod, ma il governo ha escluso qualsiasi misura che vada oltre la pressione diplomatica, e due attivisti — Thiago Ávila e Saif Abu Keshek — sono ancora detenuti in Israele oggi. Il team legale della Flotilla ha depositato un ricorso urgente alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro l’Italia — non contro Israele — perché i due erano su una barca battente bandiera italiana e la tutela offerta dallo Stato non è stata sufficiente. Chiediamo al governo di non considerare chiuso il dossier. La Basilicata sa cosa significa avere qualcuno in mare per una causa giusta, e sa riconoscere quando le istituzioni fanno meno di quanto dovrebbero.
Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)

